Fine vita, l’Umbria approva la legge sul suicidio medicalmente assistito: è la quinta Regione in Italia

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Il provvedimento disciplina le procedure per accedere alla morte volontaria medicalmente assistita. Al centro del dibattito il ricordo di Laura Santi, giornalista malata di sclerosi multipla e protagonista della battaglia sul fine vita

Fine vita, l’Umbria approva la legge sul suicidio medicalmente assistito: è la quinta Regione in Italia

L’Umbria approva la legge sul suicidio medicalmente assistito e diventa la quinta Regione italiana a dotarsi di una normativa in materia, dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. Il via libera è arrivato il 22 ottobre dall’Assemblea legislativa, che ha approvato la proposta di iniziativa popolare denominata “Liberi subito” con 11 voti favorevoli, sei contrari e tre astensioni. Il provvedimento, sostenuto da 4.801 firme, definisce le modalità organizzative attraverso cui il servizio sanitario regionale dovrà gestire le richieste di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di un farmaco letale. La legge prevede che ogni Azienda unità sanitaria locale istituisca una commissione multidisciplinare permanente, incaricata di verificare la sussistenza dei requisiti necessari per accedere alla procedura. La discussione in Aula è stata segnata dal ricordo di Laura Santi, giornalista umbra affetta da sclerosi multipla, che per anni si era battuta per il riconoscimento di regole sul fine vita e che è morta il 21 luglio 2025 nella sua abitazione di Perugia dopo essersi autosomministrata un farmaco. Alla seduta hanno assistito il marito, Stefano Massoli, alcuni rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni e Marco Cappato, da tempo impegnato nella battaglia per la libertà di scelta sul fine vita. Il relatore unico della proposta, Fabrizio Ricci di Alleanza Verdi e Sinistra, ha ricordato il messaggio lasciato dalla giornalista: “Qualsiasi vita resta degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme, ma siamo noi a dover scegliere”. Un richiamo alla dignità della persona e all’autodeterminazione che ha attraversato il confronto politico, accompagnato da momenti di commozione e testimonianze personali da parte di alcuni consiglieri. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha scelto di non partecipare al voto, sostenendo che una materia di tale rilevanza etica dovrebbe essere affrontata dal Parlamento nazionale, anche per garantire una disciplina uniforme su tutto il territorio. La sua assenza, ha spiegato, non rappresenta una presa di distanza dal percorso compiuto in Umbria, ma un auspicio affinché il confronto istituzionale prosegua a livello nazionale. Proietti ha inoltre richiamato il clima di rispetto emerso durante la vicenda di Laura Santi, auspicando che lo stesso atteggiamento possa continuare anche in futuro. Di segno favorevole le parole del vicepresidente regionale Tommaso Bori, secondo cui l’approvazione costituisce “una conquista di civiltà, di libertà, di dignità”. Nel corso del dibattito non sono mancate, tuttavia, le posizioni contrarie e le richieste di maggiore attenzione alle cure palliative. Per diversi consiglieri, infatti, il rafforzamento dell’assistenza ai malati rappresenta una priorità da affiancare a qualsiasi discussione sul fine vita. Bianca Maria Tagliaferri, esponente di Ud-Pp, ha sostenuto che “il servizio sanitario dovrebbe garantire le cure piuttosto che accompagnare alla morte”, riportando al centro del confronto il tema dell’assistenza alle persone affette da patologie gravi e delle alternative disponibili per alleviarne la sofferenza. La legge umbra si inserisce in un dibattito nazionale ancora aperto, nel quale si confrontano questioni giuridiche, sanitarie ed etiche legate alla libertà individuale, alla tutela della vita e alle responsabilità del servizio pubblico. Con l’approvazione della norma, la Regione introduce un quadro organizzativo per la gestione delle richieste, affidando alle commissioni multidisciplinari delle aziende sanitarie il compito di accertare la presenza dei requisiti previsti. Nel suo ultimo video, Laura Santi aveva contestato l’idea che il tema fosse necessariamente divisivo, affermando: “Dicono che sia un tema divisivo ma in realtà non lo è”. Un messaggio tornato al centro della giornata parlamentare, insieme al richiamo di Proietti al “rispetto della dignità umana, della Costituzione, della vita e della persona”. L’approvazione segna così un passaggio significativo per l’Umbria, mentre resta aperta la questione di una possibile disciplina nazionale capace di definire criteri omogenei e garantire un quadro di riferimento comune per tutte le Regioni.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News