Firenze ritrova Giotto nella Basilica di Santa Croce

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Dopo 4 anni di lavori, si conclude il restauro nella cappella Bardi

Firenze ritrova Giotto nella Basilica di Santa Croce

Dopo 13 restauri dal 2022 al 2026, 10 istituti universitari o di ricerca coinvolti, 107 professionisti variamente impegnati, ritornano ad essere visibili le sei scene che fanno riferimento alla Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio che riportano momenti cruciali della vita di Francesco: la rinuncia ai beni paterni, l’approvazione della Regola, l’apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte, l’apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido.

Il restauro permette ora la più chiara lettura dell’opera giottesca, evidenziandone le ricchezza vitale della luce e l'intensità espressiva, oltre alla rivoluzionaria concezione dello spazio dipinto e del suo rapporto con quello reale. Le scene, unite da una monumentale architettura dipinta, trasformano l'interno della cappella trasformandola idealmente in un grande ciborio. 

A promuovere l'opera di restauro è Opera di Santa Croce con l’Opificio delle Pietre Dure che l’ha progettata e realizzata. A sostenerla, oltre al Ministero della Cultura, la Fondazione CR Firenze, ARPAI e un gruppo di appassionati e generosi donatori privati, tra cui Veronica e Dominque Marzotto e William von Mueffling. Da sottolineare che la campagna Giving4 Giotto ha accompagnato il restauro, attivando la generosità di persone da tutto il mondo.

Torna così a risplendere la cappella Bardi nella basilica di Santa Croce a Firenze che il rettore della basilica, padre Franco Buonamano, definisce "scrigno d'arte e spiritualità". Arte e spiritualità finalmente tornate alla luce dopo la fine dei lavori di ristauro dell'opera di Giotto.

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