Francia, Macron rilancia il divieto dei social agli under 15: nuova proposta inviata a Bruxelles

di

Ennio Bassi

Dopo la bocciatura del Consiglio costituzionale, il governo francese ha riformulato il provvedimento che punta a vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. Il nuovo testo è stato notificato alla Commissione europea per verificarne la compatibilità con il diritto Ue. Macron: «Andremo fino in fondo»

Francia, Macron rilancia il divieto dei social agli under 15: nuova proposta inviata a Bruxelles

La Francia torna a spingere sul divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. Il governo ha completato una nuova versione del provvedimento e l’ha notificata alla Commissione europea, passaggio necessario per verificarne la conformità con le norme dell’Unione.

Ad annunciarlo è stato il presidente Emmanuel Macron, che su X ha confermato la volontà dell’Eliseo di portare avanti l’iniziativa nonostante la precedente battuta d’arresto.

«Dopo un rigoroso lavoro tecnico, il governo notifica oggi alla Commissione europea una nuova formulazione del testo, un mese dopo la decisione del Consiglio», ha dichiarato il capo dello Stato francese.

La prima versione del provvedimento era stata infatti bocciata a metà agosto dal Consiglio costituzionale. Dopo quella decisione, Macron aveva incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di individuare una soluzione capace di tenere conto sia delle osservazioni formulate dall’organo costituzionale francese sia dei vincoli previsti dal diritto europeo.

La notifica a Bruxelles rappresenta dunque una nuova tappa nel tentativo dell’esecutivo di costruire una base giuridica sufficientemente solida per introdurre il limite di età.

Macron ha ribadito che il governo non intende rinunciare al progetto: «Andremo fino in fondo», ha assicurato il presidente.

Il nuovo testo dovrà ora confrontarsi con il quadro normativo dell’Unione europea. L’obiettivo di Parigi resta quello di arrivare a una disciplina che impedisca ai minori di 15 anni di accedere ai social network, superando al tempo stesso le criticità giuridiche che avevano determinato lo stop alla precedente formulazione.

Con l’invio della proposta alla Commissione europea, la Francia riapre così un dossier che coinvolge non soltanto la tutela dei minori nel mondo digitale, ma anche il delicato equilibrio tra le iniziative dei singoli Stati e le regole comuni dell’Unione.

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