Tornano a salire le quotazioni del gas naturale sul mercato europeo, in un clima di crescente preoccupazione per la sicurezza delle rotte energetiche internazionali. Alla Borsa di Amsterdam, principale riferimento per gli scambi di gas in Europa, i contratti future con consegna a novembre registrano un aumento del 3,45%, raggiungendo quota 88 euro per megawattora.
A sostenere il rialzo sono soprattutto le nuove tensioni nello stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto. Nelle ultime ore sono stati segnalati ulteriori attacchi contro imbarcazioni in transito nella zona, alimentando i timori di possibili interruzioni dei flussi energetici.
La situazione si è aggravata dopo l'incidente avvenuto domenica scorsa, quando una petroliera ha preso fuoco in seguito all'urto con una mina. L'episodio ha riacceso l'attenzione degli operatori sui rischi legati alla navigazione nel Golfo Persico e sulle possibili ripercussioni per gli approvvigionamenti internazionali.
Il mercato del gas europeo si conferma particolarmente sensibile agli sviluppi geopolitici nelle aree strategiche per il commercio energetico. Eventuali difficoltà nel transito delle navi attraverso lo stretto di Hormuz potrebbero infatti incidere sulla disponibilità di gas naturale liquefatto, aumentando la pressione sui prezzi.
Il nuovo rialzo del Ttf riflette quindi le preoccupazioni degli investitori per un possibile deterioramento delle condizioni di sicurezza nella regione. L'evoluzione della situazione nel Golfo Persico rimane un fattore determinante per l'andamento delle quotazioni energetiche nelle prossime sedute.
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