Ucraina, Zelensky incontra Witkoff a Oslo: nuovi negoziati per la pace, domani l'inviato di Trump sarà in Russia

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Mario Tosetti

Zelensky incontra Witkoff a Oslo per rilanciare i negoziati sull'Ucraina. Colloqui con Norvegia e Finlandia, poi la missione americana in Russia

Ucraina, Zelensky incontra Witkoff a Oslo: nuovi negoziati per la pace, domani l'inviato di Trump sarà in Russia

Oslo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha incontrato martedì 20 ottobre l'inviato speciale americano Steve Witkoff, insieme al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e al presidente finlandese Alexander Stubb. Un confronto che punta a rilanciare i negoziati con la Russia e, soprattutto, a ricostruire un terreno comune tra Kiev, Washington e i partner europei dopo settimane di tensioni.

L'appuntamento nella capitale norvegese segna una tappa importante di un percorso diplomatico ancora incerto. Al termine dei colloqui, Støre ha parlato di un confronto positivo e costruttivo, confermando che Witkoff si recherà mercoledì 21 ottobre a San Pietroburgo per presentare alla parte russa le proposte discusse con gli alleati.

L'obiettivo è verificare se esistano le condizioni per avvicinare le posizioni delle parti e, eventualmente, preparare un incontro ai massimi livelli. Nessun accordo di pace è stato però annunciato e rimangono profonde divergenze sulle condizioni necessarie per interrompere il conflitto.

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La scelta della Norvegia come sede dei colloqui risponde alla volontà di coinvolgere direttamente gli alleati europei nel negoziato.

All'incontro hanno partecipato Zelensky, Witkoff, Støre e Stubb, mentre Jared Kushner, genero e consigliere del presidente americano Donald Trump, ha preso parte alle discussioni in collegamento da remoto.

La presenza della delegazione statunitense è stata richiesta dallo stesso presidente ucraino, intenzionato a mantenere aperto il confronto con Washington nonostante il deterioramento dei rapporti politici.

Nelle ultime settimane, infatti, le relazioni tra Trump e Zelensky hanno attraversato una fase particolarmente difficile. Il presidente americano ha accusato più volte Kiev di ostacolare il raggiungimento di un'intesa, mentre il governo ucraino ha espresso preoccupazione per alcune decisioni statunitensi riguardanti gli aiuti militari e le restrizioni economiche nei confronti della Russia.

Oslo rappresenta dunque anche un tentativo di recuperare la fiducia tra alleati, prima ancora che di avviare una trattativa diretta con Mosca.

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Il passaggio successivo è già previsto per mercoledì 21 ottobre.

Steve Witkoff si recherà a San Pietroburgo per incontrare rappresentanti russi e illustrare le proposte elaborate durante il confronto di Oslo.

La missione è stata confermata dal primo ministro norvegese, secondo il quale l'iniziativa potrebbe contribuire a creare le condizioni per un successivo incontro tra i leader.

La diplomazia americana punta a verificare quali elementi possano essere accettati dalle due parti e quali questioni rimangano invece irrisolte.

Il contenuto dettagliato delle proposte non è stato reso pubblico. Tra i temi discussi figurano il cessate il fuoco, le garanzie di sicurezza per l'Ucraina e le condizioni politiche ed economiche di un eventuale accordo.

Resta da capire quale sarà la risposta del Cremlino e se la missione di Witkoff potrà effettivamente aprire una nuova fase negoziale.

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Uno degli ostacoli principali continua a essere la questione territoriale.

Secondo le ricostruzioni emerse negli Stati Uniti, Donald Trump starebbe cercando di convincere Kiev ad accettare un accordo che comporti concessioni sulle aree del Donbass occupate dalla Russia.

In cambio, Washington prospetterebbe possibili benefici economici e un percorso di stabilizzazione dei rapporti tra i due Paesi.

Si tratta di ipotesi negoziali sulle quali non è stata annunciata alcuna intesa.

Per Zelensky, la questione rimane estremamente delicata. Accettare concessioni territoriali significherebbe affrontare conseguenze politiche e costituzionali, oltre al problema delle garanzie necessarie per impedire nuove offensive russe.

Kiev continua a sostenere che una pace duratura non possa essere costruita attraverso decisioni imposte dall'esterno e che qualsiasi soluzione debba coinvolgere direttamente l'Ucraina.

Il rischio, dal punto di vista ucraino, è che un accordo privo di adeguate garanzie finisca per congelare temporaneamente il conflitto senza risolverne le cause.

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Accanto alle trattative diplomatiche, il presidente ucraino ha portato a Oslo le difficoltà legate al sostegno militare americano.

Nei giorni precedenti all'incontro, Kiev aveva denunciato rallentamenti nella condivisione delle informazioni di intelligence, limitazioni nell'utilizzo di alcuni servizi satellitari e ritardi nella consegna di sistemi di difesa aerea.

La questione riguarda soprattutto gli intercettori Patriot, considerati fondamentali per proteggere le città ucraine dai missili russi.

Prima del vertice, Zelensky ha avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, affrontando i problemi relativi alla difesa aerea, allo scambio di informazioni e ai collegamenti satellitari.

Il presidente ucraino ha successivamente riferito che la condivisione delle informazioni sugli attacchi missilistici russi è stata ripristinata.

Un segnale positivo per Kiev, anche se non sufficiente a risolvere tutte le difficoltà nei rapporti con Washington.

Il sostegno militare resta infatti strettamente collegato alla posizione negoziale dell'Ucraina: senza adeguate capacità difensive, il governo di Zelensky teme di trovarsi in una situazione di maggiore vulnerabilità durante le trattative.

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Al termine della riunione, i rappresentanti norvegesi e finlandesi hanno espresso una valutazione positiva del confronto.

Il presidente Alexander Stubb ha evidenziato i progressi compiuti nel tentativo di riportare il negoziato su un percorso più costruttivo.

Anche il premier norvegese Støre ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa, confermando l'intenzione di proseguire il lavoro diplomatico.

Le dichiarazioni non equivalgono, tuttavia, all'annuncio di un'intesa.

Le parti stanno cercando di costruire una proposta da sottoporre alla Russia, ma non sono stati comunicati impegni vincolanti sul cessate il fuoco o sulle condizioni di un possibile accordo.

La missione di Witkoff a San Pietroburgo servirà proprio a verificare la disponibilità di Mosca a confrontarsi sui contenuti elaborati a Oslo.

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Uno dei messaggi più netti lanciati dal presidente ucraino riguarda il ruolo del suo Paese nelle trattative.

Zelensky ha ribadito che qualsiasi accordo sul futuro dell'Ucraina dovrà essere discusso con la partecipazione diretta delle autorità di Kiev.

Una posizione che assume particolare significato dopo le indiscrezioni su possibili vertici internazionali dedicati alla guerra senza la presenza ucraina.

Per il governo di Kiev, la questione non è soltanto diplomatica, ma riguarda la sovranità nazionale e la legittimità delle decisioni su territori, sicurezza e futuro politico del Paese.

Il presidente ucraino ha inoltre ribadito la disponibilità a lavorare per la pace, purché il percorso negoziale non si traduca in condizioni imposte unilateralmente.

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Il confronto diplomatico si svolge mentre sul territorio ucraino continuano i bombardamenti.

Nella giornata del 20 ottobre nuovi attacchi russi hanno provocato vittime e danni alle infrastrutture energetiche.

Un drone ha colpito veicoli lungo la strada che collega Kiev a Odessa, causando tre morti e quattro feriti, secondo le autorità regionali.

Nella regione di Odessa sono state danneggiate anche strutture energetiche, lasciando decine di migliaia di famiglie senza elettricità.

Gli attacchi confermano la distanza tra l'attività diplomatica e la situazione sul campo.

Per Kiev, il rafforzamento della difesa aerea rimane una priorità immediata, indipendentemente dai tempi del negoziato.

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L'incontro di Oslo ha permesso a Ucraina, Stati Uniti e partner europei di confrontarsi direttamente e di individuare alcuni punti sui quali proseguire il lavoro.

Il risultato più concreto è la missione di Witkoff in Russia, dove l'inviato americano porterà le proposte discusse nella capitale norvegese.

Non è ancora chiaro se Mosca sia disponibile ad accettare un percorso negoziale che tenga conto delle richieste ucraine ed europee.

Rimangono inoltre aperte questioni fondamentali: il controllo dei territori occupati, le garanzie di sicurezza, il futuro delle sanzioni e le condizioni di un eventuale cessate il fuoco.

La diplomazia torna dunque a muoversi, ma il cammino verso un accordo resta complesso.

Il passaggio di San Pietroburgo, previsto per il 21 ottobre, chiarirà se il confronto di Oslo rappresenti l'inizio di una nuova fase negoziale o soltanto un ulteriore tentativo di avvicinare posizioni ancora molto distanti.

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