di Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio
C’è un modo nuovo di immaginare le città italiane. Non più partendo dall’espansione urbana o dal consumo di nuovo suolo, ma dalla valorizzazione intelligente di ciò che già esiste. È questa la filosofia che ispira il Piano Città degli Immobili Pubblici che è stato sottoscritto a Genova. Promosso dall’Agenzia del Demanio, il documento adottato d’intesa con le Istituzioni e gli Enti del Territorio, trasforma il patrimonio immobiliare pubblico in una leva di sviluppo economico, sociale e ambientale.
Il piano non è una semplice lista di immobili da recuperare. È una vera strategia di valorizzazione che individua nel patrimonio pubblico lo strumento per accompagnare la trasformazione della città nei prossimi decenni, mettendo in relazione urbanistica, infrastrutture, ambiente, cultura, innovazione e servizi ai cittadini.

Dietro questa impostazione c’è il lavoro dell’Agenzia del Demanio guidata dalla direttrice Alessandra dal Verme, che negli ultimi 5 anni ha profondamente innovato la visione e l’operatività dell’Ente. L’obiettivo è gestire gli immobili dello Stato per renderli volano di sviluppo, per favorire processi di rigenerazione urbana capaci di creare valore economico e qualità della vita nelle nuove dimensioni delle città.
Genova rappresenta un caso significativo di questa nuova impostazione per la dimensione del patrimonio pubblico previsto dal piano di oltre 50 immobili e per le peculiarità della città. Genova possiede caratteristiche uniche: uno dei principali porti del Mediterraneo, un centro storico medievale tra i più estesi d’Europa (113 ettari), il sistema Palazzi nobiliari dei Rolli, sorti lungo le strade nuove tra il XVI e il XVII secolo (Patrimonio UNESCO), la cinta muraria seicentesca che abbraccia la città per 19 km, la più lunga d’Europa, le 16 fortificazioni difensive realizzate tra XVII e XIX secolo, numerosi edifici di archeologia industriale che interessano vaste zone del ponente cittadino e il costante sviluppo della infrastruttura portuale, una linea di costa destinata alla fruibilità cittadina, un sistema universitario ricco di poli scientifici di eccellenza e una posizione geografica strategica che la rende il naturale collegamento tra il Mediterraneo e l’Europa continentale. Il Piano parte proprio dalla valorizzazione di queste peculiarità, individuando le linee direttrici di sviluppo nel rapporto tra città storica, territorio e mare, nella Blue Economy, nel sistema culturale/museale diffuso, nella ricerca e nell’innovazione, nella linea di costa resa fruibile al cittadino sui modelli più avanzati delle città portuali europee dove il Waterfront assume valore di inclusività e coesione.
Per costruire questa strategia il Demanio ha realizzato con il supporto dell’Università in condivisione col Comune e gli altri Enti interessati un’approfondita analisi del territorio. Sono stati studiati il patrimonio immobiliare pubblico, la pianificazione urbanistica, gli aspetti ambientali/climatici e paesaggistici, le infrastrutture, il sistema dei servizi, le dinamiche economiche e demografiche e i fabbisogni delle amministrazioni pubbliche. Da questa analisi sono emersi punti di forza, criticità, opportunità e rischi, trasformandoli in obiettivi concreti di intervento.
L’elemento forse più innovativo del Piano è il superamento della tradizionale gestione per singolo immobile. Il patrimonio pubblico viene considerato un sistema integrato, capace di generare nuove connessioni urbane e nuove funzioni e opportunità.
Il primo grande obiettivo riguarda infatti la rigenerazione urbana attraverso il recupero e il riuso degli immobili pubblici, privilegiando il mix funzionale, la riduzione del consumo di suolo, la razionalizzazione della logistica della Pubblica Amministrazione e il rafforzamento delle connessioni tra centro storico, porto, Waterfront, centro moderno e quartieri periferici, la nuova dimensione dell’abitare, in particolare con le residenze per lo sviluppo dell’Università.
Grande attenzione viene dedicata anche alla valorizzazione dell’identità storica e culturale di Genova, che punta ad aumentare la fruizione pubblica dei beni monumentali, rafforzare il turismo culturale e conservare le testimonianze dell’evoluzione urbana e marittima della città, riconoscendo nel patrimonio storico uno straordinario fattore competitivo oltre che identitario. Questo è il modello della grandezza della città europea e della città italiana proiettata al futuro.
Accanto alla cultura trova spazio la sostenibilità ambientale e climatica. Il documento individua nel miglioramento del verde urbano, nella valorizzazione delle infrastrutture blu, nella gestione dei corsi d’acqua, nell’efficientamento energetico e nella mobilità sostenibile gli strumenti fondamentali per aumentare la capacità di adattamento e la resilienza climatica della città. L’obiettivo è costruire una Genova capace di affrontare con soluzioni le sfide climatiche, migliorando la qualità della vita dei cittadini.
Un altro asse strategico riguarda l’abitare. Attraverso la rifunzionalizzazione di immobili pubblici il Piano prevede la realizzazione di student/social housing per dare una risposta concreta alla crescente domanda abitativa, alle esigenze di attrarre giovani, ricercatori e nuove competenze. 
Facciata dell’Albergo dei Poveri, Genova
Tra gli interventi individuati assumono particolare rilievo il riuso degli Istituti Scientifici di San Martino, la prosecuzione della trasformazione dell’Albergo dei Poveri, la rigenerazione dell’ex panificio militare – Caserma Marabotto, della Caserma Rosolino Pilo, della Caserma Nino Bixio e di numerosi altri edifici pubblici destinati a diventare poli multifunzionali, residenze, luoghi di connessioni e relazioni.
Il recupero di questi immobili consentirà di riqualificare intere aree urbane, e di ridurre i costi sostenuti dalle amministrazioni per le locazioni passive, aumentando l’efficienza energetica degli uffici.

Render dell’Ex Caserma Rosolino Pilo, Genova
Determinante è anche il metodo di lavoro adottato dall’Agenzia del Demanio. Il Piano nasce infatti da un percorso condiviso con Comune di Genova, Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale, Città Metropolitana e Università di Genova, chiamati a costruire una visione ove il patrimonio pubblico è motore di sviluppo, mettendo a sistema competenze, risorse e programmi di investimento, evitando interventi frammentati e creando una governance unitaria della trasformazione urbana.
È proprio questa capacità di fare sintesi tra esigenze diverse a rappresentare il valore aggiunto dell’approccio promosso dall’Agenzia del Demanio.
Il Piano Città di Genova dimostra come il patrimonio pubblico possa diventare un’infrastruttura strategica di futuro. Gli immobili pubblici non vengono più considerati beni statici, ma risorse dinamiche in grado di generare innovazione, servizi, inclusione sociale, sviluppo economico e sostenibilità ambientale.
Se Genova rappresenta oggi un laboratorio avanzato della nuova visione di valorizzazione del patrimonio pubblico, il modello elaborato dall’Agenzia del Demanio diventa un riferimento per molte città italiane chiamate ad affrontare le grandi sfide della transizione ecologica, della rigenerazione urbana e della competitività internazionale.
In questa prospettiva il Piano Città non rappresenta soltanto un progetto di riqualificazione immobiliare, ma una nuova idea di amministrazione pubblica: una visione nella quale gli edifici pubblici non adeguatamente utilizzati sono strumenti di rigenerazione urbana e il patrimonio pubblico torna a essere uno dei principali motori dello sviluppo del Paese.
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