Germania, AfD è il primo partito: vola al 29% e supera di nove punti la CDU di Merz

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Carlo Longo

AfD si conferma primo partito nei sondaggi nazionali in Germania con il 29%, nove punti sopra CDU/CSU. Il dato arriva mentre il partito conquista anche il primo posto alle elezioni in Meclemburgo-Pomerania Anteriore

Germania, AfD è il primo partito: vola al 29% e supera di nove punti la CDU di Merz

Non è più soltanto un'avanzata concentrata nell'est della Germania. Alternative für Deutschland è oggi il primo partito nelle intenzioni di voto a livello nazionale, mentre la CDU/CSU del cancelliere Friedrich Merz continua a perdere terreno.

L'ultimo Sonntagstrend realizzato dall'istituto INSA per Bild am Sonntag, pubblicato il 20 settembre, attribuisce all'AfD il 29% dei consensi.

La CDU/CSU si ferma al 20%.

Nove punti separano quindi la formazione guidata da Alice Weidel e Tino Chrupalla dal blocco conservatore che esprime il cancelliere.

Dietro di loro, i Verdi raggiungono il 14%, la SPD il 13% e Die Linke l'11%. La FDP arriva al 5%, mentre il Bündnis Sahra Wagenknecht è al 3%.

Il sondaggio è stato condotto tra il 14 e il 18 settembre su 1.202 persone. Come ogni rilevazione fotografa le intenzioni di voto nel momento in cui viene effettuata e non costituisce una previsione del risultato di future elezioni.

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Il dato INSA assume maggiore rilevanza perché non rappresenta un'eccezione nel panorama demoscopico tedesco.

Le principali rilevazioni delle ultime settimane collocano ormai stabilmente AfD davanti all'Unione.

YouGov, nel sondaggio realizzato dall'11 al 14 settembre su 1.787 intervistati, assegnava all'AfD il 29% e alla CDU/CSU appena il 18%.

GMS rilevava AfD addirittura al 30%, contro il 20% dell'Unione.

Forsa, l'8 settembre, registrava un rapporto di 28 a 21.

Persino il DeutschlandTrend realizzato da Infratest dimap per ARD, con metodologia telefonica e online su 1.319 aventi diritto al voto, collocava AfD al primo posto con il 27%, sei punti davanti alla CDU/CSU al 21%.

Cambiano gli istituti e cambiano di qualche punto le percentuali, ma in queste rilevazioni di settembre la gerarchia resta la stessa: AfD davanti, CDU/CSU seconda.

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Il confronto con le ultime elezioni federali misura la dimensione del cambiamento.

Alle elezioni del Bundestag del 23 febbraio 2025 la CDU/CSU aveva ottenuto il 28,5%, mentre AfD si era fermata al 20,8%.

La SPD aveva raccolto il 16,4%, i Verdi l'11,6% e Die Linke l'8,8%.

Nelle intenzioni di voto registrate oggi da INSA il rapporto tra i primi due partiti risulta invertito: AfD 29%, CDU/CSU 20%.

Il confronto non deve essere interpretato come una proiezione elettorale, perché mette accanto un risultato realmente espresso nelle urne e un sondaggio sulle intenzioni di voto. Ma fotografa comunque la trasformazione intervenuta nel consenso dichiarato dall'inizio della legislatura.

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La crescita di Alternative für Deutschland coincide infatti con una forte difficoltà della coalizione federale.

Il governo guidato da Friedrich Merz riunisce CDU/CSU e SPD.

Secondo l'ARD-DeutschlandTrend di settembre, soltanto il 15% degli intervistati si dichiarava soddisfatto dell'operato della coalizione, contro l'84% che esprimeva insoddisfazione.

Anche le valutazioni sui principali esponenti del governo erano molto basse: il 13% esprimeva soddisfazione per il lavoro del cancelliere Merz, mentre per il vicecancelliere Lars Klingbeil il dato era del 22%.

La difficoltà investe quindi entrambi i partiti della maggioranza.

La SPD, che alle federali del 2025 aveva già registrato un risultato storicamente debole con il 16,4%, nell'ultimo INSA è scesa al 13%.

CDU/CSU e SPD, sommate, raggiungerebbero nelle intenzioni di voto rilevate da INSA il 33%.

AfD da sola è al 29%.

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C'è poi un dato meno immediato delle percentuali di voto, ma politicamente significativo.

Il DeutschlandTrend di ARD mostra che Alternative für Deutschland ha aumentato rispetto al febbraio 2025 la quota di elettori che le attribuiscono competenza su diversi temi.

Sulla politica di asilo e rifugiati il 26% degli intervistati indica AfD come il partito al quale attribuisce la maggiore competenza, davanti all'Unione.

Sul tema della giustizia sociale AfD e Die Linke raggiungono entrambe il 18%, a poca distanza dalla SPD al 20%.

In economia la CDU/CSU conserva invece il primo posto nella valutazione degli intervistati, con il 24%, anche se ARD rileva una riduzione del vantaggio rispetto ad AfD.

Nella Germania orientale il quadro è ancora più marcato: secondo la stessa rilevazione, AfD è il partito al quale viene attribuita maggiore competenza su tutti i settori analizzati tranne clima e ambiente.

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Proprio oggi ai sondaggi nazionali si è aggiunto un nuovo dato elettorale.

In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, nell'est della Germania, AfD è arrivata in testa alle elezioni regionali secondo le proiezioni diffuse in serata.

Tagesschau collocava il partito davanti alla SPD della presidente uscente Manuela Schwesig, mentre la CDU registrava un risultato particolarmente debole.

Reuters descrive il voto come un nuovo successo regionale dell'AfD e sottolinea le conseguenze politiche del risultato per il cancelliere Merz.

È un passaggio importante perché arriva appena due settimane dopo un altro risultato significativo nell'est del Paese.

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Il 6 settembre AfD aveva infatti ottenuto un risultato di primo piano anche alle elezioni della Sassonia-Anhalt.

Già alla vigilia del voto i sondaggi la davano nettamente davanti alla CDU: una rilevazione INSA la collocava al 42%, contro il 22% dei cristiano-democratici.

Reuters aveva descritto quell'appuntamento come il possibile primo grande passo dell'AfD verso un ruolo politico più ampio e aveva riportato l'obiettivo dichiarato dalla co-leader Alice Weidel di utilizzare i successi regionali come base per accrescere il peso del partito a livello federale.

Il risultato di oggi in Meclemburgo-Pomerania Anteriore rafforza quindi una dinamica già emersa in altre regioni orientali.

Ma il sondaggio nazionale racconta qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora più rilevante.

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Per anni la forza dell'AfD è stata spiegata soprattutto attraverso la profonda differenza politica tra Germania orientale e occidentale.

Quella frattura continua a esistere.

Nell'est il partito registra percentuali molto superiori alla media nazionale e ha costruito alcune delle proprie roccaforti elettorali.

Ma quando una formazione raggiunge il 29% a livello federale e diversi istituti demoscopici la collocano stabilmente davanti alla CDU/CSU, il fenomeno non può essere letto esclusivamente attraverso le regioni dell'ex Germania Est.

La questione diventa nazionale.

La media delle rilevazioni più recenti raccolta da Politmonitor attribuisce all'AfD circa il 28,4%, contro il 20,1% della CDU/CSU. Il dato è calcolato sulle rilevazioni più recenti di diversi istituti e conferma una distanza significativa tra i due blocchi.

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Il secondo elemento della fotografia politica tedesca è infatti il declino registrato nei sondaggi dall'Unione.

CDU e CSU erano arrivate al governo dopo aver ottenuto il 28,5% alle federali del febbraio 2025.

Oggi le rilevazioni oscillano intorno al 18-22%.

L'ultimo INSA assegna loro il 20%. YouGov il 18%. Infratest dimap il 21%.

Non è possibile ricondurre questo andamento a una singola causa. Le rilevazioni mostrano però una forte insoddisfazione verso il governo e una perdita di fiducia delle forze della coalizione su diversi settori della politica nazionale.

È su questo terreno che AfD sta ampliando il proprio consenso.

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Essere il primo partito nelle intenzioni di voto, naturalmente, non equivale automaticamente a poter governare.

Il sistema parlamentare tedesco rende determinante la costruzione delle maggioranze e gli altri principali partiti hanno finora escluso una collaborazione di governo con AfD attraverso il cosiddetto Brandmauer, il “muro tagliafuoco” politico costruito intorno alla formazione.

È una distinzione essenziale.

I sondaggi possono misurare il consenso elettorale, ma non stabiliscono quali maggioranze parlamentari possano effettivamente formarsi dopo un'elezione.

Ed è proprio qui che la crescita dell'AfD pone il problema più complesso al sistema politico tedesco.

Più aumenta il peso del partito, più diventa difficile costruire maggioranze senza di esso; allo stesso tempo, CDU/CSU, SPD, Verdi e Linke mantengono profonde differenze programmatiche tra loro.

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Il dato del 29% non è quindi soltanto l'ennesimo sondaggio favorevole ad Alternative für Deutschland.

Arriva dopo mesi nei quali diversi istituti hanno registrato la stessa tendenza e, soprattutto, mentre dalle urne dell'est della Germania arrivano risultati che mostrano una forte presenza elettorale del partito.

Oggi la fotografia è netta: INSA assegna AfD al 29% e CDU/CSU al 20%; Infratest dimap registra 27 contro 21; YouGov 29 contro 18.

Sono rilevazioni, non risultati elettorali nazionali e tanto meno previsioni sulle prossime federali.

Ma raccontano un cambiamento già avvenuto nelle intenzioni di voto: in questo momento AfD non sta semplicemente contendendo il primato alla CDU/CSU. Nei principali sondaggi di settembre è davanti.

E mentre Merz governa con una coalizione che registra livelli molto elevati di insoddisfazione, il dato politico con cui Berlino deve fare i conti è ormai difficile da circoscrivere all'est del Paese.

AfD è diventata, nelle rilevazioni nazionali di settembre, la prima forza politica tedesca

 

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