Giorgetti sul ReArm Europe: "Non intaccherà gli investimenti"

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Corinna Pindaro
Giorgetti sul ReArm Europe: "Non intaccherà gli investimenti"

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[caption id="attachment_65918" align="alignleft" width="300"]giorgetti GIANCARLO GIORGETTI MINISTRO ECONOMIA[/caption]

Giancarlo Giorgetti, mantiene un atteggiamento cauto nel rispondere alle interrogazioni parlamentari sui temi economici di maggiore attualità. Durante il confronto con i rappresentanti dell’opposizione, compresi esponenti del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, ha affrontato il tema del programma europeo ReArm Europe. Inoltre, ha replicato alle domande di Italia Viva sulla questione dei dazi, mostrando in entrambe le situazioni una visione differente rispetto a quella del leader della Lega, Matteo Salvini.

Il piano ReArm Europe e la strategia italiana

Giorgetti ha sottolineato come il contesto politico attuale richieda una stretta collaborazione con l’Unione Europea. In merito al programma ReArm Europe, ha chiarito che i dettagli dell’iniziativa, che prevede investimenti fino a 800 miliardi di euro, verranno definiti nelle prossime settimane. Evitando di alimentare le polemiche sulla posizione della Lega, che si è espressa contro il progetto in sede europea, il ministro ha ribadito l’orientamento del governo italiano: l’obiettivo è garantire che il piano non intacchi gli investimenti pubblici né aumenti il debito del Paese.

Secondo Giorgetti, il finanziamento delle spese legate alla difesa non deve avvenire a scapito di settori cruciali come la sanità e i servizi pubblici. A tal fine, l’Italia ha proposto di coinvolgere risorse private per sostenere l’iniziativa. Il ministro ha inoltre rivendicato il risultato ottenuto con l’introduzione della "clausola di solidarietà" nel Patto di Stabilità, che consente di escludere le spese militari dal calcolo del deficit. Tuttavia, ha ribadito che l’Italia, in quanto membro di un’alleanza internazionale, deve onorare gli impegni comuni, inclusa la soglia del 2% del PIL destinata alla difesa.

Dazi e commercio internazionale: un punto di vista critico

Più netta è stata la posizione di Giorgetti riguardo ai dazi, tema su cui si è espresso in modo discordante rispetto a Salvini, che li aveva definiti un’«occasione straordinaria». Con un tocco di ironia, il ministro ha dichiarato che prevedere l’evoluzione dello scenario economico globale sarebbe un’impresa quasi divina. Tuttavia, ha riconosciuto che una politica protezionistica potrebbe avere ripercussioni negative sull’economia italiana ed europea.

Pur ammettendo che l’Italia già subisce gli effetti di pratiche di concorrenza sleale a livello internazionale, Giorgetti ha suggerito di sfruttare questa situazione come opportunità per promuovere la riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. L’obiettivo sarebbe creare un sistema di regole condivise per garantire maggiore equità nel commercio globale, evitando danni all’industria nazionale e preservando la competitività delle imprese italiane.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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