Governo, tensioni nella maggioranza tra Lega e Forza Italia

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Annachiara Mottola Di Amato
Governo, tensioni nella maggioranza tra Lega e Forza Italia

Link to Ieri il Senato ha dato il via libera alla fiducia sul dl fisco, che passa quindi alla Camera, oggi il Consiglio dei ministriIeri il Senato ha dato il via libera alla fiducia sul dl fisco, che passa quindi alla Camera, oggi il Consiglio dei ministri

Rimane alta la tensione all’interno della maggioranza meloniana. Lo scontro tra le forze di governo si è acceso sul tema del canone Rai, con Forza Italia che ha osteggiato la richiesta della Lega di abbassarlo di 20 euro, arrivando a votare con le opposizioni pur di bloccare l’iniziativa del Carroccio. Nella giornata di ieri, poi, si sono riacutizzate le polemiche dopo che il portavoce nazionale degli azzurri, Raffaele Nevi, ha definito “paraculetto" il leader leghista Matteo Salvini. Nel frattempo, la premier Meloni sta cercando di mettere un freno alle polemiche interne alla sua maggioranza e avrebbe intenzione di evitare ogni accenno al tema quando nel pomeriggio di oggi si riunirà il Consiglio dei ministri.

Gli incontri di Meloni dopo lo scontro in Senato tra Lega e Forza Italia

Il tema delle divisioni in seno alla maggioranza sarebbe stato invece affrontato nel colloquio fra la premier e il presidente della Repubblica Mattarella, avvenuto mercoledì, a un paio d'ore dal caos in Senato. E subito dopo un breve faccia a faccia fra Meloni e Tajani. Il giorno dopo lo scontro, poi, la presidente del Consiglio avrebbe avuto contatti con i due vicepremier. "È andata come doveva andare", avrebbe detto ai suoi. Lo hanno raccontato le fonti della coalizione, dopo che si sono tirate le somme a seguito della spaccatura della maggioranza. All'interno del centrodestra, infatti, sono in molti a cogliere nelle mosse di Meloni una strategia per contenere da un lato le spinte di FI e dall'altro le fughe in avanti della Lega. Non bisogna sottovalutare, però, che episodi come questo possano costituire un pericolo non banale in un momento delicato come questo, in cui si è a un passo dal votare la manovra.

Forza Italia all'attacco

"Nessun litigio", dice sbrigativo Tajani, che con i fedelissimi rivendica di aver tenuto il punto e di aver dimostrato che il partito è unito. "Ora facciamo raffreddare le acque", è la strategia del leader degli azzurri che nei giorni scorsi ha convocato il Consiglio nazionale per il 13 dicembre. Nel frattempo però, Nevi ha invitato la Lega a darsi "una calmata: abbassi i toni e torniamo a parlarci di più". Rivolgendosi a Salvini con quell'appellativo che in romanesco suona come 'furbetto'. Ci vogliono quattro ore per la nota con cui Nevi si scusa se le sue parole "sono risuonate come offensive nei confronti del leader della Lega". "Peace and love", replica il vicepremier del Carroccio, al termine di una giornata in cui gli altri leghisti rispettano quasi rigidamente la linea del silenzio dettata dall'alto.

Equilibri di potere nella maggioranza

Dopo la crescita alle elezioni regionali, Forza Italia reclama il ruolo "incontrovertibile" di seconda forza della coalizione. Lo fa utilizzando però una logica contestata però sia dalla Lega che dalla stessa Meloni, secondo cui valgono i numeri in Parlamento. Le prove di forza potrebbero presto ripetersi e gli equilibri cambiare. Perché i dossier aperti non sono pochi. Dalla distribuzioni delle deleghe di Raffaele Fitto, alle modifiche alla manovra fino al capitolo Rai. Depositata alla Camera c'è poi una proposta del leghista Stefano Candiani per aumentare i limiti di affollamento del tetto pubblicitario della tv di Stato. Una decisione che per gli azzurri potrebbe avere potenziali ricadute negative per altre emittenti, come quelle di Mediaset della famiglia Berlusconi.

Convocato per oggi il Consiglio dei ministri

Alle 14 di oggi è convocato il Consiglio dei ministri. L'ultimo di Raffaele Fitto, che riceverà il saluto dei colleghi prima delle dimissioni e del trasferimento a Bruxelles. All'ordine del giorno del Cdm c'è anche il decreto legge in materia di giustizia, con misure che riguardano la cybersicurezza, il cui esame è già slittato due volte, anche per le perplessità di Forza Italia.

Ok al Senato alla fiducia sul dl fisco che passa alla Camera

Ieri intanto l'aula del Senato ha confermato la fiducia, posta dal governo, sul decreto fiscale. Hanno votato a favore 100 senatori, 46 contrari e un astenuto. Ora manca il passaggio alla Camera per l'approvazione definitiva. A favore hanno votato, compatti, i gruppi di maggioranza (Coraggio Italia-Udc, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega). Tutte contrarie, invece, le opposizioni (Italia viva, M5s, gruppo Misto e Pd). Il decreto fiscale approderà in Aula alla Camera martedì 3 dalle 16 dopo il voto finale sul ddl concorrenza.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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