Grecia e Israele si preparano a compiere un nuovo passo nella cooperazione nel settore della difesa. Una delegazione del governo di Atene è attesa a Tel Aviv per la firma di un accordo da 3,1 miliardi di euro destinato alla realizzazione dello “Scudo di Achille”, il futuro sistema multilivello di difesa aerea delle Forze armate elleniche.
Secondo quanto riferito dai media greci, il progetto è stato concepito per garantire una protezione integrata contro differenti tipologie di minacce, dai droni agli aerei, fino ai razzi e ai missili balistici. L’investimento costituisce uno dei tasselli principali del programma di modernizzazione militare avviato da Atene con orizzonte 2030.
Il ministro greco della Difesa, Nikos Dendias, ha indicato lo “Scudo di Achille” come un elemento rilevante della riforma delle Forze armate e come una risposta all’evoluzione dello scenario geopolitico e delle tecnologie impiegate nei conflitti contemporanei.
L’intesa arriva al termine di un negoziato durato circa tre anni e dovrebbe tradursi nell’acquisizione e nell’installazione di diversi apparati di produzione israeliana. Le consegne saranno effettuate progressivamente e, secondo il quotidiano greco Kathimerini, l’intero sistema dovrebbe raggiungere la piena operatività entro 35 mesi.
Il programma avrà anche una componente industriale greca. Circa il 25% delle attività legate alla produzione e all’installazione dovrebbe infatti coinvolgere imprese elleniche. Per queste ultime si prospettano contratti di subfornitura per un valore complessivo vicino ai 700 milioni di euro, nell’ambito delle commesse affidate ai gruppi israeliani.
Una quota significativa dell’investimento dovrebbe essere destinata a Rafael Advanced Defense Systems. L’azienda israeliana fornirà il “David’s Sling”, sistema sviluppato per intercettare minacce come razzi pesanti e missili balistici, e lo “Spyder”, destinato in particolare alla difesa contro minacce aeree, compresi i droni.
Israel Aerospace Industries dovrebbe invece contribuire al progetto attraverso il “Barak MX”, piattaforma di difesa aerea progettata per affrontare differenti categorie di velivoli e missili.
Con lo “Scudo di Achille”, Atene punta dunque a costruire una rete di protezione articolata su più livelli, integrando tecnologie differenti all’interno di un’unica architettura difensiva. Un investimento che, oltre a incidere sulle capacità operative delle Forze armate greche, consolida ulteriormente i rapporti strategici e industriali tra Grecia e Israele nel settore della difesa.
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