Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno raggiunto un accordo sulla sicurezza dell’Artico, chiudendo almeno sul piano diplomatico una fase di forti tensioni tra Washington e Copenaghen sul futuro dell’isola.
L’intesa è stata firmata a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dal presidente americano Donald Trump insieme ai rappresentanti danesi e groenlandesi. Un accordo annunciato nei giorni precedenti e che ora stabilisce un nuovo quadro per la cooperazione militare e strategica nella regione.
Trump ha presentato il risultato come un rafforzamento della sicurezza sia degli Stati Uniti sia dell’Europa, annunciando un rapido aumento della presenza militare americana in Groenlandia e la costruzione di due nuove basi considerate strategiche da Washington.
Il potenziamento delle forze statunitensi è previsto dall’intesa, ma dovrà avvenire nel rispetto delle condizioni concordate anche con Nuuk e Copenaghen. Il documento introduce inoltre disposizioni particolarmente rilevanti sul piano economico e della sicurezza.
Uno dei punti centrali riguarda infatti gli investimenti nei settori considerati sensibili. Il testo stabilisce che Stati o investitori provenienti da Paesi che non appartengano alla Nato, non siano partner dell’Alleanza o membri dell’Unione europea non potranno esercitare un controllo o un’influenza significativa su attività strategiche, né accedere a informazioni riservate quando ciò possa rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale o per l’ordine pubblico.
La misura punta, di fatto, a limitare la presenza economica e strategica di Paesi come Cina e Russia in un’area che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente negli equilibri internazionali, anche per la disponibilità di materie prime e per l’apertura di nuove rotte nell’Artico.
L’accordo affronta anche la possibilità di una futura indipendenza groenlandese dalla Danimarca. Secondo quanto previsto dal documento, un eventuale cambiamento dello status politico dell’isola non comporterebbe l’uscita dall’Alleanza Atlantica: la Groenlandia continuerebbe quindi a far parte del sistema di sicurezza della Nato.
Il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha accolto positivamente l’intesa, sostenendo che contribuirà a rafforzare la Nato e la sicurezza della regione artica.
Segnali favorevoli sono arrivati anche dalle istituzioni europee. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha definito l’accordo un passo positivo per la cooperazione transatlantica, sottolineando il rispetto della sovranità groenlandese. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invece evidenziato il rafforzamento della sicurezza nell’Artico, poche settimane dopo la firma a Nuuk di un nuovo accordo di partenariato tra l’Unione europea e la Groenlandia.
Per la premier danese Mette Frederiksen, l’intesa rappresenta inoltre un momento di distensione dopo mesi segnati da contrasti con l’amministrazione Trump.
Da parte groenlandese, il primo ministro Jens-Frederik Nielsen ha posto soprattutto l’accento sul riconoscimento del principio di autodeterminazione della popolazione dell’isola, uno dei temi centrali nel dibattito sul futuro politico della Groenlandia.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati