Il Superbonus è legge, l’ok dalla camera con 150 voti a favore e 109 contrari

di

Carlo Longo
Il Superbonus è legge, l’ok dalla camera con 150 voti a favore e 109 contrari

Link to La nuova legge ha confermato la stretta prevista dal governo, eliminando lo sconto in fattura e la cessione del credito per interventi su immobili Iacp, cooperative, Terzo Settore e per l’eliminazione delle barriere architettonicheLa nuova legge ha confermato la stretta prevista dal governo, eliminando lo sconto in fattura e la cessione del credito per interventi su immobili Iacp, cooperative, Terzo Settore e per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Con 150 voti favorevoli e 109 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato il decreto legge sul Superbonus, che diventa così legge dopo aver già ottenuto il via libera del Senato il 16 maggio. Il provvedimento, sul quale il governo ha incassato la fiducia, è stato approvato senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato. Questo decreto, fortemente voluto dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, mira a mettere un freno agli effetti critici del bonus sui conti pubblici, paragonati dal ministro al disastro del Vajont.

La nuova legge ha confermato la stretta prevista dal governo, eliminando lo sconto in fattura e la cessione del credito per interventi su immobili Iacp, cooperative, Terzo Settore e per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Tuttavia, sarà ancora possibile usufruire di queste agevolazioni se la Cila è stata depositata prima dell’entrata in vigore del decreto.

Il meccanismo di “spalma-detrazioni” in dieci anni, contenuto in un emendamento firmato da Giorgetti, è stato particolarmente controverso. Questo si applica alle spese per lavori effettuati nel 2024, introducendo una retroattività che ha suscitato forti critiche, specialmente da parte di Forza Italia, che ha espresso il proprio malcontento nonostante la necessità di salvaguardare i conti dello Stato.

Il decreto introduce anche novità per le banche e gli intermediari finanziari, limitando le modalità di compensazione dei crediti legati al superbonus. Dal gennaio 2025 non sarà più possibile compensare questi crediti con i contributi previdenziali e quelli Inail, creando preoccupazione nell’Abi riguardo alla capacità delle banche di gestire tali crediti e di acquistarne ulteriori. Le banche potranno comunque continuare a utilizzare i crediti in quattro anni, o sei anni se i crediti sono stati acquistati con uno sconto superiore al 75%.

Un altro punto importante del decreto è il plafond di 400 milioni di euro per consentire alle zone terremotate dell’Abruzzo e del Centro Italia di continuare a usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito per nuove pratiche presentate da aprile a dicembre 2024. Viene eliminata la possibilità del “superbonus rafforzato”, che permetteva di portare l’agevolazione al 150% rinunciando al contributo per la ricostruzione.

Per le altre zone colpite da eventi sismici, escluse dallo sconto e dalla cessione, è stato istituito un fondo di 35 milioni di euro per il 2025 per contributi diretti alla ricostruzione. Inoltre, è stato creato un fondo di 100 milioni di euro per contributi alle Onlus, agli enti del Terzo settore e alle associazioni di volontariato per la riqualificazione dei loro immobili.

Il decreto include anche una misura che sospende l’utilizzabilità dei crediti di imposta per bonus edilizi se il contribuente ha iscrizioni a ruolo per imposte non versate superiori a 10.000 euro. I comuni che segnaleranno irregolarità in materia di superbonus riceveranno una quota del 50% delle maggiori somme recuperate.

Infine, il decreto proroga l’entrata in vigore della plastic tax al 1 luglio 2026 e della sugar tax al 1 luglio 2025, e affida ai comuni la possibilità di effettuare controlli antifrode sulle agevolazioni fiscali edilizie, trattenendo fino al 50% di quanto recuperato.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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