Nella giornata di oggi, a Cardiff, è previsto un incontro dei leader dei principali partiti indipendentisti al governo in Scozia, Galles e Irlanda del Nord con l’obiettivo di valutare un possibile voto per l’autodeterminazione dei rispettivi territori che porti alla loro separazione dal Regno Unito. Secondo quanto riferisce il Telegraph, al centro del vertice ci sarà una dichiarazione congiunta su economia, energia, rapporti con l'Europa, cooperazione tra le nazioni del Regno Unito e autodeterminazione.
Il memorandum dovrebbe rivendicare per Scozia, Galles e Irlanda del Nord il diritto a decidere il proprio futuro costituzionale e prevedere un rafforzamento dei rapporti con le nazioni europee. Inoltre, si sosterrebbe il diritto delle nazioni a un futuro con l'Unione Europea: in caso di indipendenza, Scozia e Galles potrebbero chiedere l'adesione come nuovi Stati membri. L'Irlanda del Nord, invece, potrebbe essere interessata da un'eventuale riunificazione con la Repubblica d'Irlanda, proposta già sostenuta nel weekend da Donald Trump.
All’incontro parteciperanno John Swinney, il leader del Partito Nazionale Scozzese, Rhun ap Iorwerth di Plaid Cymru, partito indipendentista di ispirazione socialdemocratica del Galles, e Michelle O’Neill dello Sinn Féin, partito nazionalista dell’Irlanda del Nord. Per Swinney il fatto che per la prima volta in assoluto Scozia, Galles e Irlanda del Nord siano guidate da primi ministri favorevoli all’indipendenza è un chiaro segnale del fatto che «lo status quo non è sostenibile». Ha aggiunto che «lo slancio verso un serio cambiamento costituzionale è innegabile» e ha attaccato il primo ministro britannico Andy Burnham, sostenendo che debba «fare i conti con l’idea che passerà alla storia come l’ultimo primo ministro del Regno Unito». Dal canto suo, Burnham aveva inizialmente indicato che un nuovo voto potrebbe essere preso in considerazione qualora emergesse un chiaro consenso dell'opinione pubblica, paragonando la situazione scozzese al meccanismo previsto in Irlanda del Nord.
Tuttavia, il primo ministro britannico ha successivamente ribadito che l'indipendenza e un nuovo referendum sono "off limits", aggiungendo che, al momento, non esiste un consenso sufficiente in Scozia che permetterebbe una tale svolta. Allo stesso modo, Burnham ha sostenuto di non essere a conoscenza di una maggioranza nell'Irlanda del Nord favorevole alla separazione dal Regno Unito.
Il primo ministro gallese, Rhun ap Iorwerth, ha invece respinto l'idea che l'incontro rappresenti un complotto per "smembrare" il Regno Unito, sottolineando l'obiettvo di rafforzare il ruolo del Galles e delle altre nazioni dell'Unione.
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