Intesa accelera su Mps: dall’estero arrivato oltre il 75% delle autorizzazioni

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Redazione

Prosegue l’iter dell’Opas da 30,6 miliardi. Gran parte dei nullaosta internazionali è già stata ottenuta, mentre resta atteso il pronunciamento della Bce. Riflettori anche sulle prossime assemblee di Mps e Mediobanca e sulle mosse di Crédit Agricole

Intesa accelera su Mps: dall’estero arrivato oltre il 75% delle autorizzazioni

L’operazione con cui Intesa Sanpaolo punta a Monte dei Paschi di Siena supera un altro tratto del percorso autorizzativo. Secondo le informazioni disponibili, il gruppo guidato da Carlo Messina ha già incassato più del 75% dei 46 via libera richiesti alle autorità di circa trenta Paesi nei quali sono presenti società riconducibili a Mps, Mediobanca e Generali.

L’Opas, del valore indicato di 30,6 miliardi di euro, coinvolge infatti un sistema di partecipazioni che si estende ben oltre i confini italiani: Mps controlla circa l’86% di Mediobanca, mentre Piazzetta Cuccia possiede il 13,2% di Generali. Le autorità straniere competenti in materie assimilabili al Golden Power e la Commissione europea avrebbero finora espresso valutazioni favorevoli, senza imporre condizioni.

Il completamento delle autorizzazioni internazionali è previsto prima del pronunciamento della Banca centrale europea, atteso tra la metà e la fine di ottobre. La rapidità dell’iter estero viene osservata con attenzione dal mercato, mentre in Italia rimangono ancora diversi passaggi decisivi.

Il primo sostegno formale all’operazione è arrivato il 10 settembre, quando l’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo ha approvato quasi all’unanimità l’aumento di capitale destinato a sostenere l’offerta. Successivamente l’Ivass ha autorizzato l’acquisizione indiretta della partecipazione del 13,2% in Generali.

Parallelamente, l’Antitrust ha avviato un procedimento per esaminare le possibili conseguenze sulla concorrenza derivanti dai rapporti che verrebbero a crearsi tra Intesa Sanpaolo e Generali. La conclusione dell’esame è prevista prima di novembre. All’appello restano inoltre le decisioni del Governo nell’ambito della normativa Golden Power e il passaggio presso la Consob, necessario per dare formalmente il via all’offerta. In base alla tempistica prospettata, l’Opas potrebbe partire all’inizio di dicembre.

Un altro appuntamento centrale è fissato per il 29 ottobre, quando gli azionisti di Mps saranno chiamati a esprimersi su una serie di operazioni: le due offerte pubbliche di scambio riguardanti Banca Generali e Banco Bpm, il trasferimento al Monte della partecipazione in Generali e la fusione di Mediobanca. Nella stessa giornata è prevista anche l’assemblea di Piazzetta Cuccia.

Tra i temi sottoposti agli azionisti di Rocca Salimbeni figura inoltre la riduzione del capitale sociale con trasferimento dell’importo a una riserva disponibile del patrimonio netto. Secondo una relazione pubblicata dalla banca in preparazione dell’assemblea, l’approvazione della proposta potrebbe portare fino a un massimo di 16,3 miliardi di euro le riserve potenzialmente distribuibili agli azionisti. Una dotazione che, sul piano contabile, sarebbe sufficiente a sostenere anche il previsto dividendo straordinario da 4 miliardi, composto in parte da liquidità e in parte da azioni Generali.

Nel frattempo si guarda anche alle possibili iniziative di Crédit Agricole. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo francese starebbe esaminando diverse alternative per consolidare la propria presenza sul mercato italiano, compresa una possibile acquisizione di Banco Bpm, istituto nel quale possiede già il 29,3%.

L’eventuale offerta rappresenterebbe una delle opzioni allo studio in risposta alla mossa di Mps. Crédit Agricole, tuttavia, sarebbe orientata ad attendere l’esito dell’assemblea del Monte prima di prendere una decisione: qualora gli azionisti non approvassero l’Ops su Banco Bpm, verrebbe meno una delle ragioni per un intervento immediato.

L’attenzione si sposta infine su Generali. Il consiglio di amministrazione della compagnia è chiamato oggi a esaminare il dossier relativo all’integrazione di Alleanza, aggiungendo un ulteriore tassello a una fase particolarmente intensa per gli equilibri del settore finanziario italiano.

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