E' il suo primo messaggio ufficiale diffuso dalla tv di stato dopo la sua provlamazione a leader della Repubblica Islamica.
Il leader supremo ha poi minacciato ulteriori ritorsioni economiche e militari contro i nemici della Repubblica islamica. “Cercheremo compensazioni dal nemico. Se rifiuteranno, prenderemo tanta della loro proprietà quanto riterremo opportuno; se ciò non sarà possibile, distruggeremo una quantità equivalente dei loro beni”, ha aggiunto. Il riferimento allo Stretto di Hormuz – crocevia fondamentale per i flussi energetici globali – rappresenta un segnale di forte pressione sulla comunità internazionale. Un eventuale blocco del passaggio marittimo potrebbe infatti avere conseguenze immediate sui mercati petroliferi e sull’economia mondiale, aggravando ulteriormente una crisi regionale già altamente instabile.
Intanto la mancata apparizione di Khamenei sugli schermi televisivi continua ad alimentare dubbi sul suo reale stato di salute. L'ayatollah sarebbe rimasto ferito nel primo giorno di bombardamenti di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, nell'attacco in cui sono morti sei membri della sua famiglia, incluso il padre Ali Khamenei. Secondo il Daily Mail, Mojtaba sarebbe in coma all'ospedale universitario Sina di Teheran e avrebbe perso una gamba- Una parte della clinica sarebbe stata isolata per garantirne la sicurezza.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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