Irlanda-Israele: una partita che va oltre lo sport

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

La protesta irlandese: lutto al braccio per Gaza, testa bassa durante l'inno e niente strette di mano

Irlanda-Israele: una partita che va oltre lo sport

La partita di Nations League giocata ieri sera a Debrecen, in Ungheria, si è conclusa con un netto 3-0 dell’Irlanda contro Israele. A far discutere, però, non è stato tanto il risultato quanto tutto quello che è successo intorno alla partita.

Prima dell’inizio dell’incontro, i giocatori e il commissario tecnico irlandese sono scesi in campo con una fascia nera al braccio, in ricordo delle vittime del conflitto in Medio Oriente e, in particolare, della situazione a Gaza. Durante l’inno israeliano, inoltre, la squadra irlandese è rimasta con la testa abbassata.

Le tensioni si erano già viste pochi minuti prima del calcio d’inizio. Nel momento in cui i capitani delle due squadre avrebbero dovuto salutarsi, Dara O'Shea non ha stretto la mano a Manor Solomon, capitano di Israele e giocatore del West Ham, che in passato ha vestito anche la maglia della Fiorentina. Il gesto è stato poi seguito da tutti gli altri giocatori e dai due allenatori, che non si sono salutati.

Anche l’esultanza per il terzo gol dell’Irlanda ha avuto un significato particolare. Dopo aver segnato, Jack Moylan si è tolto la fascia nera, l’ha baciata e ha dedicato idealmente la rete alle vittime di Gaza.

La partita era arrivata dopo giorni di polemiche. Il portiere irlandese Gavin Bazunu aveva deciso di non giocare, mentre il tecnico Heimir Hallgrimsson aveva espresso apertamente la propria contrarietà alla gara. In conferenza stampa aveva spiegato: “Non stiamo giocando con il genocidio, stiamo giocando contro il genocidio. Stiamo giocando contro Israele, non con Israele”.

Anche in Irlanda non erano mancate le proteste. Nei giorni precedenti alla partita, alcune persone si erano radunate davanti all’hotel della nazionale chiedendo alla squadra di non scendere in campo. Inoltre, più di 160 atleti irlandesi avevano firmato una lettera indirizzata alla federazione per chiederle di rinunciare alla partita, sostenendo che farlo sarebbe stato un importante gesto di sportività.

Le parole di Hallgrimsson hanno provocato una dura reazione da parte della Federcalcio israeliana. In un messaggio pubblicato su X, la federazione ha ricordato il contributo di Israele alla scienza e alla cultura, citando anche i premi Nobel ottenuti dal Paese. Nello stesso messaggio ha attaccato duramente l’allenatore irlandese, definendolo ipocrita, ignorante e stupido. La federazione israeliana ha poi spiegato che la propria nazionale sarebbe scesa in campo proprio per affrontare e battere chi, a suo giudizio, sostiene questo tipo di atteggiamenti.

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