Beatrice Venezi replica alle polemiche sulla Russia: "Sono un'artista libera, dirigo dove voglio"

di

Emilia Morelli

Beatrice Venezi risponde alle critiche per il ritorno in Russia: "Sono un'artista libera". La direttrice d'orchestra difende la scelta di dirigere a Novosibirsk e distingue tra cultura e politica

Beatrice Venezi replica alle polemiche sulla Russia: "Sono un'artista libera, dirigo dove voglio"

Beatrice Venezi rompe il silenzio e risponde con fermezza alle critiche suscitate dal suo annuncio di tornare a dirigere in Russia. Intervenendo alla Versiliana, la direttrice d'orchestra ha rivendicato la propria libertà professionale, respingendo le accuse di chi ha letto nella sua scelta un messaggio politico.

"Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio", ha dichiarato, sottolineando come la propria attività artistica non debba essere interpretata attraverso una chiave geopolitica.

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Le polemiche sono nate dopo l'annuncio del suo prossimo impegno in Russia, dove in autunno dirigerà "La Traviata" di Giuseppe Verdi a Novosibirsk, città che Venezi ha definito una delle nuove capitali culturali del Paese.

La direttrice ha spiegato di aver accolto con entusiasmo l'invito, definendolo un'importante soddisfazione professionale e ribadendo il profondo legame che la unisce da sempre alla cultura russa.

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Nel suo intervento Venezi ha insistito sulla necessità di distinguere tra il patrimonio culturale di un popolo e le scelte dei governi.

Secondo la direttrice, confondere la cultura russa con la politica internazionale rappresenta un errore che rischia di compromettere uno degli strumenti più efficaci di dialogo tra i popoli. "La cultura può continuare a essere un ponte", ha affermato, spiegando che il suo ritorno in Russia nasce esclusivamente da motivazioni artistiche e non da valutazioni di carattere politico.

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Nel corso dell'incontro, Venezi è tornata anche sulla complessa vicenda che ha portato alla rottura con il Teatro La Fenice di Venezia.

La direttrice ha ricordato i mesi trascorsi al centro della polemica, parlando di una pressione mediatica senza precedenti e spiegando di voler ormai guardare avanti. "Ho già pagato abbastanza", aveva dichiarato nei giorni scorsi, annunciando la volontà di concentrarsi esclusivamente sui nuovi progetti internazionali.

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Venezi ha risposto anche alle critiche di chi l'ha descritta come "alla corte di Putin".

"La prima cosa che voglio dire è che io non sono un paggetto", ha affermato, respingendo qualsiasi ipotesi di subordinazione politica. La direttrice ha rivendicato la propria indipendenza personale e professionale, sostenendo di non aver mai orientato le proprie scelte artistiche sulla base delle vicende internazionali.

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Le dichiarazioni della direttrice d'orchestra sono destinate ad alimentare ulteriormente il confronto sul rapporto tra cultura e politica in un contesto internazionale ancora segnato dalla guerra in Ucraina.

Da una parte c'è chi ritiene opportuno limitare ogni forma di collaborazione culturale con la Russia; dall'altra chi, come Venezi, sostiene che l'arte debba restare uno spazio autonomo, capace di favorire il dialogo anche nei momenti di maggiore tensione diplomatica. Una discussione che continua a dividere il mondo della cultura ben oltre il caso personale della direttrice italiana.

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