Boom delle rinnovabili e ritorno del nucleare: la svolta energetica mondiale secondo l'IEA

di

Emilia Morelli

Boom delle energie rinnovabili e ritorno del nucleare: secondo il nuovo rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), entro il 2030 metà dell'elettricità mondiale arriverà da fonti a basse emissioni, mentre il carbone inizierà a perdere terreno

Boom delle rinnovabili e ritorno del nucleare: la svolta energetica mondiale secondo l'IEA

La transizione energetica globale accelera. Secondo il nuovo rapporto "Electricity 2026" pubblicato dall'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), il mondo sta entrando in una nuova fase caratterizzata da una crescita senza precedenti delle energie rinnovabili e da un deciso ritorno del nucleare, destinato a raggiungere livelli record nei prossimi anni.

L'analisi dell'IEA prevede che entro il 2030 circa la metà dell'elettricità prodotta a livello mondiale proverrà da fonti a basse emissioni, grazie soprattutto all'espansione del solare, dell'eolico e alla ripresa della produzione nucleare.

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Il principale motore della transizione sarà il fotovoltaico.

Secondo il rapporto, la produzione mondiale di energia solare continuerà ad aumentare a ritmi senza precedenti, con oltre 600 terawattora aggiuntivi ogni anno fino al 2030. Già nel 2026 il fotovoltaico supererà la produzione elettrica del nucleare e dell'eolico, mentre entro il 2029 diventerà anche la principale fonte rinnovabile davanti all'idroelettrico.

Anche l'energia eolica continuerà a crescere rapidamente, con un incremento medio vicino al 10% annuo, soprattutto in Europa e in Cina.

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Accanto alle rinnovabili, il rapporto evidenzia il ritorno dell'energia nucleare.

La produzione mondiale delle centrali atomiche è destinata a raggiungere nuovi massimi storici grazie all'entrata in funzione di nuovi reattori, in particolare in Cina, India e Corea del Sud, al riavvio di alcuni impianti in Giappone e al pieno recupero della produzione francese dopo i lavori di manutenzione degli ultimi anni.

L'IEA stima una crescita media della produzione nucleare del 2,8% all'anno, oltre il doppio rispetto al quinquennio precedente.

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La crescita delle fonti pulite avrà un effetto diretto anche sui combustibili fossili.

Per la prima volta, secondo le previsioni dell'Agenzia, il carbone entrerà in una fase di progressivo declino nella produzione elettrica mondiale. La sua quota sul mix energetico globale dovrebbe scendere dal 34% del 2025 al 27% nel 2030, sostituita soprattutto da rinnovabili, nucleare e, in parte, gas naturale.

Si tratta di un cambiamento storico che potrebbe contribuire anche alla stabilizzazione delle emissioni di anidride carbonica legate alla produzione di elettricità.

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Le prospettive sono particolarmente positive per l'Unione europea.

Secondo il rapporto, entro il 2030 le rinnovabili copriranno circa il 63% della produzione elettrica europea, mentre, sommando anche il nucleare, le fonti a basse emissioni raggiungeranno l'84% dell'intero mix elettrico. Già dal 2026 la produzione da fonti rinnovabili nell'Unione supererà quella ottenuta da tutte le fonti fossili messe insieme.

L'eolico diventerà inoltre la principale fonte di elettricità dell'Unione, superando il nucleare.

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Il boom delle fonti pulite sarà favorito anche dalla crescita dei consumi elettrici.

L'IEA sottolinea che la domanda continuerà ad aumentare per effetto della diffusione delle auto elettriche, dell'espansione dei data center, della crescente elettrificazione dell'industria e dell'uso sempre più intenso dei sistemi di climatizzazione in risposta alle ondate di calore.

Secondo gli esperti, proprio questa crescita renderà indispensabile accelerare ulteriormente gli investimenti nelle reti elettriche e nei sistemi di accumulo.

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Per l'Agenzia internazionale dell'energia, il mondo sta entrando in una fase diversa rispetto agli ultimi decenni.

La crescita simultanea delle rinnovabili e del nucleare consentirà di soddisfare gran parte dell'aumento della domanda di elettricità senza ricorrere a nuove centrali a carbone. Un cambiamento che contribuirà a rafforzare la sicurezza energetica e a ridurre progressivamente le emissioni globali di CO₂.

Il rapporto evidenzia così una tendenza ormai sempre più evidente: la transizione energetica non sarà guidata da una sola tecnologia, ma da un mix di fonti pulite in cui solare, eolico e nucleare avranno un ruolo complementare nel garantire un sistema elettrico più sicuro, stabile e sostenibile.

 

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