Caldo africano, oggi il picco: 27 città da bollino rosso. In Europa danni per oltre 3 miliardi

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Redazione

Gli esperti avvertono che la tregua non arriverà presto. «Siamo ben oltre le medie stagionali», spiegano i meteorologi: fino all’8-9 agosto la colonnina di mercurio resterà su valori eccezionali, con 38-39 gradi nelle zone interne del Centro, nella Pianura Padana e picchi di 40 gradi nelle aree più esposte.

Caldo africano, oggi il picco: 27 città da bollino rosso. In Europa danni per oltre 3 miliardi

L’Italia affronta oggi il giorno più caldo della nuova ondata africana: 27 città sono in bollino rosso, il livello massimo dell’allerta del Ministero della Salute, con temperature oltre i 34 gradi e punte superiori ai 40 in alcune aree. Da Bari a Trieste il caldo estremo mette sotto pressione soprattutto anziani, bambini e persone fragili.

Gli esperti avvertono che la tregua non arriverà presto. «Siamo ben oltre le medie stagionali», spiegano i meteorologi: fino all’8-9 agosto la colonnina di mercurio resterà su valori eccezionali, con 38-39 gradi nelle zone interne del Centro, nella Pianura Padana e picchi di 40 gradi nelle aree più esposte. A rendere la situazione ancora più pesante saranno gli elevati livelli di umidità lungo le coste e nelle pianure, con notti tropicali e una forte percezione di afa.

Possibili temporali di calore interesseranno Alpi, Prealpi e Appennini, ma si tratterà di fenomeni brevi e localizzati, senza un vero sollievo dal caldo.

Sul fronte sanitario, le regioni stanno rafforzando i piani di prevenzione. In Lombardia, nonostante l’impennata delle temperature, i ricoveri nei pronto soccorso restano stabili rispetto allo scorso anno grazie alla rete di assistenza territoriale e al monitoraggio delle persone più vulnerabili.

L’emergenza non riguarda però solo l’Italia. In tutta Europa l’ondata di calore sta provocando conseguenze economiche e ambientali pesanti. Secondo il Financial Times, incendi e temperature record hanno già causato oltre 3 miliardi di euro di danni in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania, con quasi 500 mila ettari di territorio bruciati.

La crisi climatica colpisce anche infrastrutture e industria: il calo dei livelli di Reno e Danubio sta rallentando trasporti e attività produttive, mettendo a rischio impianti chimici tedeschi e centrali energetiche. In Ungheria il basso livello del Danubio potrebbe fermare la centrale nucleare di Paks, mentre in Romania è già stato spento uno dei reattori di Cernavoda.

In Francia gli incendi hanno costretto alcune aziende aerospaziali e della difesa a sospendere temporaneamente la produzione, mentre migliaia di imprese agricole e commerciali registrano perdite. In Spagna il settore agricolo denuncia migliaia di ettari di pascoli e terreni produttivi danneggiati.

L’estate 2026 si conferma così una delle più difficili degli ultimi anni: un’ondata di caldo che non è solo un’emergenza sanitaria, ma un problema economico e ambientale su scala europea.

 

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