Amazon vola a quota 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione e il greggio sprofonda sotto gli 80 dollari al barile, spinto dal dietrofront di Donald Trump sull'Iran e dalle mosse dell'Opec+: un mix di record tecnologici e distensione energetica che accende i listini globali all'avvio di agosto.L'ottavo mese dell'anno si apre all'insegna dell'euforia finanziaria. Nel fine settimana il presidente statunitense ha annunciato via social la sospensione dei raid contro Teheran, subordinando lo stop a un'intesa rapida che garantisca la sicurezza dei passaggi nello stretto di Hormuz.La distensione diplomatica si è fusa con la strategia dell'Opec+, che ha incrementato l'offerta di greggio per la sesta volta di fila. Il risultato è un tonfo delle materie prime: il barile di Wti è scivolato sotto la soglia psicologica degli 80 dollari, i contratti sul Brent con scadenza a ottobre cedono oltre il 7% (attorno agli 83 dollari) e il gas registra una flessione del 5%.
Wall Street e la corsa del colosso di Seattle
Negli Stati Uniti, i mercati beneficiano anche della flessione dei rendimenti obbligazionari — con il Treasury a dieci anni al 4,68% grazie a pressioni inflazionistiche più contenute. In questo scenario, Amazon ha tagliato un traguardo storico, superando per la prima volta i 3 mila miliardi di dollari di valore complessivo. L'attenzione degli investitori Oltreoceano si sposta ora sul report sull'occupazione di luglio, in uscita venerdì.
L'Europa e la seduta di Piazza Affari
Clima decisamente positivo anche per le Borse del Vecchio Continente, trainate dai future di New York. Milano avanza in sintonia con Francoforte e Parigi, mentre Londra si muove in lieve controtendenza.A Piazza Affari catalizzano l'interesse la stagione delle trimestrali e il risiko del credito, che vede al centro istituti come Banco Bpm, Bper Banca e Mps, affiancati dai big delle polizze. Tra i singoli titoli corrono le auto e l'alta moda — con Ferrari, Brunello Cucinelli e Moncler sugli scudi — insieme a Diasorin, premiata dagli analisti. A pagare dazio, unici a soffrire per via del crollo energetico, sono i titoli petroliferi, con Eni e Tenaris relegate in coda al listino milanese.
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