Non si ferma lo sciame sismico che ha colpito i Campi Flegrei dopo la violenta scossa di magnitudo 4.7, la più intensa registrata nell'area negli ultimi quarant'anni. Anche nelle ultime ore sono state rilevate numerose repliche, alcune chiaramente avvertite dalla popolazione tra Pozzuoli, Bacoli e diversi quartieri della città di Napoli.
La situazione resta sotto costante monitoraggio da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e della Protezione Civile, mentre proseguono le verifiche sugli edifici danneggiati.
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Il bilancio aggiornato parla di 26 persone ferite, delle quali cinque risultano ancora ricoverate in ospedale. Due pazienti sono in condizioni più serie, mentre gli altri hanno riportato traumi provocati soprattutto dalla caduta di calcinacci e dal crollo di elementi strutturali durante il terremoto.
Sul fronte degli sfollati, sono circa 300 le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. I Vigili del Fuoco hanno disposto lo sgombero di oltre un centinaio di nuclei familiari, concentrati soprattutto nell'area del porto di Pozzuoli, dove numerosi edifici hanno riportato lesioni tali da renderli temporaneamente inagibili.
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Le verifiche tecniche proseguono senza sosta. Le criticità maggiori riguardano immobili residenziali, scuole, edifici pubblici e alcuni costoni rocciosi dell'area flegrea, dai quali si sono verificati distacchi di massi.
In diversi punti di Pozzuoli restano chiuse alcune strade considerate a rischio, mentre i tecnici continuano le ispezioni per accertare la stabilità delle costruzioni. Il porto commerciale dovrebbe progressivamente tornare operativo dopo i controlli strutturali effettuati nelle ultime ore.
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Dopo la scossa principale sono stati registrati oltre cento eventi sismici, quasi tutti di intensità inferiore. Gli esperti spiegano che si tratta di una normale evoluzione dello sciame sismico legato al fenomeno del bradisismo, ma invitano comunque la popolazione a mantenere alta l'attenzione.
Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha sottolineato che non si possono escludere nuove scosse anche superiori a magnitudo 3, motivo per cui il sistema di monitoraggio resta operativo ventiquattro ore su ventiquattro.
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Protezione Civile, Vigili del Fuoco, forze dell'ordine e volontari continuano ad assistere la popolazione. Nelle aree di accoglienza sono stati allestiti posti letto e punti di assistenza per gli sfollati, mentre proseguono gli interventi di messa in sicurezza degli edifici danneggiati.
L'emergenza resta aperta e le autorità invitano i cittadini a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali, evitando di rientrare negli immobili dichiarati inagibili fino al completamento delle verifiche tecniche.
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