Italia-Spagna, controlli alle frontiere prorogati di sette giorni

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Roma e Madrid cercano un’intesa su nuove misure di cooperazione per gestire i flussi migratori e la sicurezza dei confini

Italia-Spagna, controlli alle frontiere prorogati di sette giorni

L’Italia ha deciso di estendere di altri sette giorni i controlli temporanei alla frontiera con la Spagna, in deroga alle normali regole dell’area Schengen. La decisione è arrivata dopo un confronto tra Roma e Madrid, con l’obiettivo di uniformare la scadenza delle rispettive misure. Nel corso della prossima settimana, i ministri dell’Interno dei due Paesi lavoreranno per "valutare insieme" possibili strumenti di cooperazione alternativi.

La proroga si inserisce in un quadro di rafforzamento delle verifiche sui collegamenti internazionali. Lo scorso 30 settembre, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già disposto un’estensione di 15 giorni dei controlli alle frontiere aeree e marittime, dopo aver consultato il comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza dei confini.

Anche il governo spagnolo aveva adottato una misura analoga, prolungando le verifiche nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Le due iniziative sono legate alle preoccupazioni sulla gestione dei flussi migratori e sulla sicurezza delle frontiere europee.

Alla base della decisione italiana ci sono soprattutto le criticità registrate a Ceuta, l’enclave spagnola situata sulla costa nordafricana, dove persiste una situazione delicata sul fronte degli ingressi irregolari. L’esecutivo punta a rafforzare la protezione dei confini e a prevenire potenziali minacce alla sicurezza nazionale, comprese quelle di natura terroristica.

Da parte spagnola, secondo quanto riportato dal quotidiano El País, la proroga dei controlli è stata motivata dalla "persistente pressione migratoria irregolare" sull’Italia.

La nuova scadenza dei controlli offrirà quindi a Roma e Madrid un’ulteriore settimana per individuare soluzioni condivise. L’obiettivo è definire forme di collaborazione che consentano di affrontare le esigenze di sicurezza e la gestione dei flussi migratori, limitando il ricorso alle restrizioni temporanee alla libera circolazione previste dall’area Schengen.

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