La Lituania valuta la rimozione del divieto costituzionale sulle armi nucleari

di

Ennio Bassi

Il presidente Gitanas Nausėda punta ad abolire il divieto costituzionale che impedisce alla Lituania di possedere armi di distruzione di massa e ospitare basi militari straniere

La Lituania valuta la rimozione del divieto costituzionale sulle armi nucleari

La Lituania potrebbe modificare uno dei principi cardine della propria Costituzione per adeguare la strategia di difesa al mutato scenario geopolitico europeo. Il presidente Gitanas Nausėda ha annunciato di aver raccolto un ampio consenso politico per avviare l'iter che porterebbe all'abrogazione dell'articolo 137, norma che vieta al Paese di possedere o sviluppare armi di distruzione di massa e di ospitare basi militari straniere.

Secondo il capo dello Stato, la disposizione costituzionale non risponde più alle esigenze di sicurezza della Lituania, soprattutto alla luce delle crescenti tensioni con la Russia, con la quale il Paese baltico condivide parte del proprio confine.

La modifica richiederà un percorso parlamentare complesso. La Costituzione prevede infatti due votazioni favorevoli del Parlamento, separate da almeno tre mesi, con il sostegno di una maggioranza qualificata dei due terzi. Non tutte le forze politiche condividono però la stessa impostazione: il partito Alba del Nemunas, terza formazione per rappresentanza parlamentare, propone che la decisione venga affidata direttamente agli elettori attraverso un referendum.

L'iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito sulla sicurezza europea e sul rafforzamento della deterrenza dell'Alleanza Atlantica. La Lituania è infatti tra gli ultimi Paesi della NATO a mantenere un esplicito divieto costituzionale in materia di armamenti nucleari, dopo che la Finlandia ha eliminato una disposizione analoga nel 2025.

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