Trump rilancia le critiche alla Nato: "Il rapporto con gli Usa non è reciproco"

di

Carlo Longo

A pochi giorni dal vertice Nato di Ankara, Donald Trump torna a criticare gli alleati europei, definendo "non reciproco" il rapporto con gli Stati Uniti e chiedendo un maggiore impegno dell'Europa nella propria difesa. Al centro del confronto anche l'aumento della spesa militare al 5% del Pil entro il 2035

Trump rilancia le critiche alla Nato: "Il rapporto con gli Usa non è reciproco"

A pochi giorni dal vertice della Nato in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare gli alleati europei, definendo "ridicolo" l'attuale rapporto tra Washington e l'Alleanza Atlantica.

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti continuano a sostenere un peso sproporzionato nella difesa comune, lamentando che il contributo degli altri Paesi membri non sia adeguato. A corredo del post ha pubblicato un grafico sulla spesa militare dei Paesi dell'Alleanza, evidenziando come gli investimenti statunitensi restino nettamente superiori rispetto a quelli di molti partner.

Il presidente americano ha inoltre ribadito che l'Europa deve assumere un ruolo più incisivo nella propria sicurezza, sottolineando che Washington ha già avviato una graduale riduzione dei propri impegni militari sul continente.

Le dichiarazioni arrivano dopo le recenti tensioni con alcuni alleati europei, criticati dall'amministrazione statunitense per aver limitato l'utilizzo delle proprie basi militari durante le operazioni legate al conflitto con l'Iran.

Le pressioni esercitate da Trump hanno già prodotto effetti all'interno dell'Alleanza. Lo scorso anno i leader dei 32 Paesi membri hanno concordato l'obiettivo di portare la spesa per la difesa al 5% del Prodotto interno lordo entro il 2035, un traguardo destinato a essere al centro del prossimo vertice in Turchia.

Fondata nel 1949, la Nato rappresenta il principale pilastro della sicurezza euro-atlantica e, fin dalla sua nascita, gli Stati Uniti ne costituiscono il principale sostenitore sul piano militare e finanziario.

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