La Procura di Sion respinge la richiesta dell'Italia: no alla costituzione di parte civile nel processo per la strage di Crans-Montana

di

Carlo Longo

La Procura di Sion ha respinto la richiesta del Governo italiano di costituirsi parte civile nell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana. Palazzo Chigi presenta ricorso contro la decisione delle autorità svizzere

La Procura di Sion respinge la richiesta dell'Italia: no alla costituzione di parte civile nel processo per la strage di Crans-Montana

Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda della tragedia di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone, tra cui sei giovani italiani. La Procura di Sion ha respinto la richiesta avanzata dal Governo italiano di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto in Svizzera per accertare le responsabilità dell'incendio che ha devastato il locale Le Constellation nella notte di Capodanno. La decisione, comunicata nei giorni scorsi al legale incaricato di rappresentare lo Stato italiano, è contenuta negli atti dell'inchiesta depositati dalle autorità svizzere.

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Secondo la magistratura del Canton Vallese, lo Stato italiano non possiede i requisiti previsti dal diritto svizzero per assumere il ruolo di parte civile all'interno del procedimento. Pur riconoscendo la gravità della tragedia e la presenza di vittime italiane, la Procura ritiene che il danno diretto riguardi i familiari delle vittime e le persone coinvolte, non lo Stato italiano in quanto tale.

La decisione non incide sulla posizione delle famiglie italiane, che continuano a essere rappresentate dai propri legali nell'ambito dell'inchiesta.

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Il Governo italiano non intende però fermarsi. Attraverso i propri rappresentanti legali ha già presentato ricorso contro il rigetto disposto dalla Procura di Sion, chiedendo che venga riconosciuto il diritto dello Stato a partecipare al procedimento anche in considerazione del numero di cittadini italiani coinvolti nella tragedia.

L'Esecutivo sostiene che la presenza di sei vittime italiane e numerosi feriti giustifichi un coinvolgimento diretto nel processo, anche nell'ottica della tutela dell'interesse pubblico e dell'accertamento delle responsabilità.

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Il rigetto della costituzione di parte civile non interrompe comunque la collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi. La Procura di Roma continua infatti a lavorare in stretto raccordo con i magistrati svizzeri attraverso gli strumenti di assistenza giudiziaria internazionale, già attivati nei mesi scorsi per condividere documenti, testimonianze e attività investigative.

La cooperazione tra le due procure rappresenta uno degli elementi centrali dell'inchiesta, che punta a ricostruire ogni fase dell'incendio e ad accertare eventuali responsabilità dei gestori del locale e di altri soggetti coinvolti.

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L'indagine della magistratura svizzera prosegue su più fronti. Oltre ai proprietari del locale, gli investigatori stanno approfondendo anche il tema dei controlli di sicurezza, delle autorizzazioni amministrative e del rispetto delle norme antincendio.

Parallelamente continuano le perizie tecniche sulla dinamica del rogo, mentre resta alta l'attenzione delle famiglie delle vittime, che chiedono di fare piena luce su una delle più gravi tragedie avvenute negli ultimi anni in Svizzera.

 
 
 

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