Link to Con l'approvazione della nuova normativa sul suicidio assistito, la Regione Toscana diventa la prima in Italia a regolamentare il fine vita. Ma la strada è ancora lunga, con il Parlamento e le altre Regioni ferme sulle proprie posizioniCon l'approvazione della nuova normativa sul suicidio assistito, la Regione Toscana diventa la prima in Italia a regolamentare il fine vita. Ma la strada è ancora lunga, con il Parlamento e le altre Regioni ferme sulle proprie posizioni
La Regione Toscana ha fatto un passo storico, approvando la prima legge in Italia sul fine vita. Dopo sei anni dalla storica sentenza della Corte Costituzionale, che aveva escluso la punibilità per il medico che favorisce il suicidio assistito, il governo regionale ha trovato una soluzione per regolamentare l'argomento, affrontando aspetti pratici e economici. Un passo importante in un contesto in cui il Parlamento, pur invitato dalla Consulta a legiferare, non ha ancora trovato un accordo, mentre altre Regioni italiane non sono riuscite a portare avanti una discussione concreta. La legge toscana è stata approvata grazie ai voti del Partito Democratico, ad eccezione di una dissidente dell’ala cattolica del partito, ma anche con il sostegno di Italia Viva e del Movimento Cinque Stelle.
Un Testo Iniziato dall'Iniziativa Popolare
Questa legge ha preso forma a partire da una proposta di iniziativa popolare presentata dall'Associazione Coscioni, che ha poi subito alcune modifiche in commissione sanità. Il testo, che si compone di sei articoli e un preambolo, ha il titolo “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale 242/2019 e 135/2024”. Le sentenze a cui fa riferimento sono quelle della Corte Costituzionale, che nel 2019 ha stabilito che l’incriminazione per l’aiuto al suicidio non è conforme alla Costituzione quando la persona che chiede aiuto è affetta da una malattia irreversibile e soffre di dolori fisici e psicologici intollerabili.
Le Tempistiche e la Commissione Multidisciplinare
Uno degli aspetti centrali della legge riguarda i tempi di risposta delle Asl: una volta approvata la legge, le Aziende Sanitarie Locali hanno 15 giorni per formare la Commissione multidisciplinare permanente, incaricata di verificare le condizioni di salute del paziente. Composta da un medico palliativista, uno psichiatra, un anestesista, uno psicologo, un medico legale e un infermiere, questa commissione lavora senza retribuzione. In collaborazione con il Comitato etico locale, la commissione ha il compito di esaminare la richiesta del paziente e fornire una risposta in merito all’uso del farmaco richiesto entro 30 giorni, riducendo così i tempi di attesa, che in altre zone d’Italia sono oggi molto incerti.
Assistenza e Costi: Un Sistema Equo ma Costoso
Per quanto riguarda l'assistenza, il sistema prevede che il personale pubblico si occupi dell’assistenza sanitaria e tecnica. Tuttavia, è previsto che il cittadino possa nominare professionisti di propria fiducia. Per quanto concerne il costo del farmaco, che prima gravava completamente sul cittadino, ora sarà a carico della Regione. La stima dei costi per il periodo 2025-2027 si aggira intorno ai 10 mila euro, considerando che il farmaco utilizzato per il suicidio assistito può essere difficile da reperire, spesso disponibile solo all'estero. Ogni paziente, una volta autorizzato, potrà decidere in qualsiasi momento di interrompere o rinunciare al trattamento.
Le Reazioni Dopo l'Approvazione: Un Invito al Parlamento
Dopo l'approvazione della legge, la senatrice Emma Bonino ha dichiarato che è ora di agire anche a livello nazionale. La parlamentare ha sottolineato l'importanza di una normativa chiara sul fine vita, invitando il Parlamento a intervenire, dato che la legge toscana rappresenta un primo, ma significativo passo verso una regolamentazione più ampia. Con questa legge, la Toscana non solo ha dato una risposta a una questione etica e legale delicata, ma ha anche tracciato un esempio concreto di come un tema tanto divisivo possa essere affrontato a livello regionale, mentre a livello nazionale la discussione resta ancora aperta.
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