Immersa nel quartiere parigino Les Halles, l’Ex Borsa di Commercio della Capitale francese presenta al pubblico parte del prestigiosissimo patrimonio di François Pinault, sotto una nuova prospettiva, dopo la prima esposizione inaugurale, Ouverture. L’edificio storico è oggi la sede permanente della collezione dell’imprenditore multimiliardario francese – con un patrimonio stimato di circa 27 miliardi di dollari, secondo la rivista Forbes 2020 – fondatore della holding Artemis e di PPR, oggi gruppo Kering, che comprende brand di lusso come Gucci e Yves Saint Laurent. Vittima, se a ragione o a torto lasciamo ai lettori il responso, l’operazione di restauro della struttura è una delle più recenti prove della rinascita di Parigi come capitale contemporanea, oggetto di interventi architettonici che hanno saputo accendere un aspro dibattito tra la parte di critica conservatrice e quella maggiormente progressista.
Un tempo presente immerso nella foschia viene dipinto alla stregua di un limbo, un dedalo in cui la vaghezza domina il tutto senza alcuno strumento per cristallizzarne l’attimo in perpetua fuga. Un riflesso percepito dalla coda dell’occhio senza possibilità di messa a fuoco, uno spettro appunto, questo è il soggetto che sala dopo sala si tenta incessantemente di rincorrere.
Maestoso, ai limiti della megalomania, l’ingresso dirotta lo spettatore immediatamente nel cuore dell’edificio, di fronte alla monumentale struttura di cemento concepita dall’architetto giapponese Tadao Andro, eretta sotto la volta decorata da maestosi affreschi. L’elemento si inserisce nello spazio violentemente, forzando le eleganti linee che ereditano il gusto ottocentesco dell’edificio un tempo borsa di commercio e creando un vibrante cortocircuito estetico. Nel monumentale cilindro trova posto la prima delle istallazioni di Philippe Parreno, Anywhere Out of the World (2000): uno schermo imponente svetta sul pubblico, schiacciandolo e introducendolo in una realtà semi-fittizia, in cui le scale dimensionali si alterano. Le grandi dimensioni di altri oggetti meccanici nello spazio rivelano quanto la natura umana sia oggi incapace di rendersi indipendente da ogni risorsa tecnologica, senza la quale si precipiterebbe inevitabilmente nello spaesamento.Il percorso continua con il dialogo tra Untitled (blood) (1992) e Untitled (for Stockolm) (1992) di Felix Gonsalez- Torres e Well and Truly (2009-10) e. A.K.A (2008-09) di Roni Horn, entrambe fortemente alla natura limitante dei due artisti, da sempre vicini alle tematiche relative al mondo LGBTQ, che si cimentano nel minimale tentativo di delineare un nuovo orizzonte possibile al di fuori del grigiore del presente.
Proseguendo il cammino lungo le sale che seguono la circonferenza dell’edificio si insegue l’ombra in dissolvenza evocata dal titolo dell’esibizione con le installazioni fotografiche di Liz Deschenes, Gustav Le Gray, Carrie Mae Weems, Nina Cannel e Miriam Cahn. Dinamiche e frammentate, le serie di scatti donano all’esposizione un ritmo dinamico che garantisce respiro al visitatore fino al suo arrivo nella sala dedicata a Rudolf Stingel. Tre trittici pittorici astratti, dalle trame cromatiche che giocano con tonalità prevalentemente argentee, danno di nuovo spazio alla vaporea atmosfera che domina la precedente parte del percorso espositivo. La presenza della figura scompare ancora una volta, lasciando il posto all’ectoplasmatica assenza delle forme.
Realtà e finzione vanno di nuovo fondendosi come nel principio dell’esposizione anche nella sua fase conclusiva: il quesito che assale l’essere umano contemporaneo, ovvero se tutto ciò che lo circonda è finzione o reale presenza, si incanala nei super oggetti di Philippe Parreno. L’artista raccoglie nella sua sala i suoi fish-shaped ballons, palloncini colorati che si muovono nello spazio secondo logiche incomprensibili e imprevedibili, guidate randomicamente dalla volontà di un algoritmo da lui ideato.
Link: www.pinaultcollection.com/fr/boursedecommerce
Une seconde d’éternité Bourse de Commerce, Pinault Collection rue de Viarmes, 2, Paris 22 giugno 2022 – 3 gennaio 2023
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