L'attrice Susan Sarandon fermata a New York durante le proteste per Netanyahu all’Onu

di

Corinna Pindaro

L’attrice premio Oscar è stata presa in custodia dalla polizia durante una manifestazione pro-Palestina nei pressi del Palazzo di Vetro. Tra i partecipanti anche esponenti politici, attivisti e volti dello spettacolo

L'attrice Susan Sarandon fermata a New York durante le proteste per Netanyahu all’Onu

Susan Sarandon è stata fermata dalla polizia di New York durante una manifestazione pro-Palestina organizzata nelle vicinanze della sede delle Nazioni Unite, dove era atteso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

La protesta si è svolta il 24 settembre nelle strade attorno al Palazzo di Vetro, in concomitanza con la presenza del premier israeliano all’Onu. Secondo le informazioni diffuse dai media statunitensi, le forze dell’ordine sono intervenute quando alcuni manifestanti hanno occupato o bloccato le carreggiate nella zona sottoposta a imponenti misure di sicurezza.

Sarandon, da tempo impegnata pubblicamente sulla questione palestinese, si trovava insieme ad altri partecipanti alla mobilitazione. Tra le persone fermate sono stati indicati anche esponenti politici e attivisti. Al corteo hanno inoltre preso parte personalità del mondo dello spettacolo.

Una delle iniziative, organizzata da Jewish Voice for Peace a circa due isolati dalla sede centrale delle Nazioni Unite, avrebbe riunito circa 250 persone. I manifestanti hanno contestato la presenza di Netanyahu e chiesto un cambiamento della politica israeliana nei confronti dei palestinesi e della Striscia di Gaza.

Per Sarandon non si tratta del primo fermo durante una protesta. L’attrice, 79 anni, ha alle spalle una lunga storia di partecipazione a manifestazioni e iniziative di disobbedienza civile negli Stati Uniti.

Nel 1999 era stata arrestata a New York durante le proteste seguite alla morte di Amadou Diallo, giovane immigrato guineano ucciso dalla polizia nel Bronx. Nel giugno 2018 era invece finita in custodia a Washington durante una manifestazione contro la politica dell’amministrazione Trump sulla separazione delle famiglie di migranti al confine con il Messico.

Più recentemente, nel maggio 2023, Sarandon era stata fermata ad Albany nel corso di un’iniziativa della campagna One Fair Wage, impegnata nella richiesta di migliori condizioni salariali per i lavoratori che ricevono mance.

Negli ultimi anni l’attrice ha inoltre assunto posizioni pubbliche sulla guerra a Gaza e sulla politica del governo israeliano. Sarandon ha sostenuto iniziative per il cessate il fuoco e per l'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia, dichiarando anche di aver subito conseguenze professionali in seguito alle proprie prese di posizione.

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