Red carpet per Xi alla Casa Bianca, ma i nodi tra Usa e Cina restano

di

Aisha Harrison

Durante la cena di Stato, Trump ha sostenuto che i rapporti personali con Xi non siano mai stati migliori e ha parlato della possibilità di costruire una relazione capace di favorire prosperità e sicurezza. Xi, dal canto suo, ha elogiato il contributo dell’amministrazione americana a una relazione bilaterale “costruttiva”

Red carpet per Xi alla Casa Bianca, ma i  nodi tra Usa e Cina restano

Tappeto rosso, sorvolo di caccia statunitensi e di un bombardiere stealth, cena di Stato a lume di candela e un’imponente statua di un’aquila calva come dono ufficiale. La visita di Xi Jinping alla Casa Bianca, la prima a Washington da oltre dieci anni, è stata costruita attorno a una scenografia di grande impatto. Tuttavia, dietro il cerimoniale, il vertice tra Donald Trump e il leader cinese ha prodotto pochi avanzamenti concreti sui principali dossier che dividono Stati Uniti e Cina.

Secondo il Wall Street Journal, l’incontro  ha mostrato il paradosso dell’approccio di Trump verso Pechino: una forte enfasi sul rapporto personale con Xi e sulla diplomazia spettacolare, mentre restano aperte tensioni profonde su commercio, intelligenza artificiale, Taiwan, Iran e sicurezza militare.

L’esito più tangibile sembra essere l’estensione di due mesi della tregua nella guerra commerciale, dal 10 novembre al 10 gennaio. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha inoltre riferito che Pechino avrebbe accettato di acquistare 25 milioni di tonnellate di soia americana, pur rimanendo indietro su altri impegni agricoli stimati in circa 17 miliardi di dollari.

Sul piano politico, però, Xi ha sfruttato l’occasione per riaffermare la priorità strategica cinese: Taiwan. L’agenzia ufficiale Xinhua ha riferito che il presidente cinese ha invitato Washington a mantenere quella che Pechino definisce la “corretta posizione” di opposizione all’indipendenza dell’isola. Per Xi, il dossier taiwanese resta centrale e supera per importanza perfino le controversie commerciali.

Durante la cena di Stato, Trump ha sostenuto che i rapporti personali con Xi non siano mai stati migliori e ha parlato della possibilità di costruire una relazione capace di favorire prosperità e sicurezza. Xi, dal canto suo, ha elogiato il contributo dell’amministrazione americana a una relazione bilaterale “costruttiva”, richiamando anche la cooperazione tra Stati Uniti e Cina durante la Seconda guerra mondiale.

Il tono distensivo della serata non cancella tuttavia le frizioni strutturali. Washington accusa Pechino di continuare ad acquistare petrolio iraniano e di fornire componenti impiegati in droni e missili, mentre le due potenze restano impegnate in una competizione sempre più aspra per la leadership nell’intelligenza artificiale. A preoccupare gli apparati militari statunitensi e gli alleati asiatici è anche il rapido rafforzamento delle capacità convenzionali e nucleari cinesi.

Non sono mancati i malumori tra i repuù

Il vertice, dunque, ha garantito a Xi immagini di riconoscimento e parità simbolica con gli Stati Uniti, mentre Trump ha potuto esibire la propria capacità di dialogare direttamente con il principale rivale geopolitico americano. Ma, al di là delle dichiarazioni e della tregua commerciale temporanea, restano pochi segnali di una svolta sostanziale nei rapporti tra Washington e Pechino.

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