L'economia globale nel 2025: un anno di incertezze e opportunità tra resilienza e sfide geopolitiche

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Guido Talarico
Guido Talarico
L'economia globale nel 2025: un anno di incertezze e opportunità tra resilienza e sfide geopolitiche

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Link to Gli esperti sono concordi nel dire che l'anno in corso sarà dominato da "incertezza e instabilità". Per l'Italia si prevede comunque un miglioramento dall' 0,5%  allo 0,8% del PilGli esperti sono concordi nel dire che l'anno in corso sarà dominato da "incertezza e instabilità". Per l'Italia si prevede comunque un miglioramento dall' 0,5%  allo 0,8% del Pil

di Guido Talarico

L’elezione di Donald Trump (e le iniziative economiche che ha avviato nei suoi primi due mesi di governo, a cominciare dalla guerra dei dazi) ha avuto un impatto sull’economia globale i cui effetti sono tuttavia ancora alquanto difficili da stimare. E’ un tema sul quale naturalmente si interrogano in molti, per non dire tutti, ma l’unica verità che gli esperti riescono a partorire per l'economia globale del 2025 è un quadro a tinte miste, con alcuni settori in recupero e altri segnati da difficoltà.

Ad esempio, secondo Martina Bozadzhieva, Director di Macro & Investor Services di Oxford Economics, l'economia globale continuerà a mantenere un ritmo stabile, ma non ci si aspetta una ripresa forte. Qui la parola chiave è “instabilità”. Spiegano infatti che la crescita rimarrà divergente tra le diverse regioni, con un’ulteriore instabilità destinata a caratterizzare i prossimi mesi. Le difficoltà legate alla politica commerciale, ai cambiamenti geopolitici e alle sfide strutturali influenzeranno il panorama economico globale.

Europa: la geopolitica come fattore decisivo

E in Europa come andranno le cose? Nel vecchio continente l'economia potrebbe beneficiare, seppur moderatamente, di un possibile cessate il fuoco tra Ucraina e Russia. Questo scenario, ancora francamente incerto, porterà ad un aumento della spesa militare e ad una riduzione dei prezzi del gas. Fattori che impattano molto sulla produzione e che dunque dovrebbero sostenere le economie continentali. Tuttavia, molti osservatori sono concordi nel dire che le condizioni generali rimangono fragili, soprattutto se l'accordo di pace fosse favorevole alla Russia. In generale, i paesi dell'Europa centrale e orientale continueranno a crescere fortemente, con una performance positiva che si estende dalla Spagna alla Croazia. In contrasto, le principali economie della zona euro, come Germania, Regno Unito, Francia e Italia, potrebbero essere destinate a una crescita inferiore rispetto ad altre economie avanzate. Nel nostro paese, in particolare, secondo l’Istat il Pil dovrebbe crescere dell’0,8 %, in miglioramento rispetto alla crescita dello 0,5% del 2024.

Anche secondo Patricia Cohen del New York Times, l'economia europea vivrà una fase di “incertezze” a causa dei continui squilibri geopolitici e delle difficoltà interne legate all’inflazione e alle politiche monetarie. Secondo Cohen, la guerra in Ucraina e le politiche protezionistiche potrebbero continuare a frenare la crescita nella regione, nonostante qualche segnale di recupero in alcuni paesi. Insomma, in Europa il 2025 sarà sotto il segno delle “i”: incertezza e instabilità.

Asia: il motore della crescita globale

Altra musica in estremo oriente. Da quelle parti si corre. Le economie asiatiche emergenti, in particolare Cina, India e Indonesia, sono previste essere tra le più dinamiche del 2025. Nonostante il rallentamento di Pechino, che resta il principale motore di crescita della regione, i mercati asiatici manterranno un ruolo centrale nell'economia globale. La crescita in Giappone e Australia è addirittura stimata in accelerazione, creando così nuove opportunità nei mercati sviluppati. L'India, in particolare, sta vivendo un boom della classe media, che è enorme, confermandosi come uno dei mercati emergenti più promettenti.

Stati Uniti: resilienza ma sotto pressione

A casa di Trump l’economia è destinata a mantenere una certa resilienza, ma, come sottolinea Bozadzhieva, continuerà ad essere messa alla prova dalla crescente incertezza legata alle politiche commerciali e fiscali. Le tariffe e la crescente tensione nelle relazioni commerciali globali potrebbero ridurre la competitività e aumentare i costi di produzione. Secondo Patricia Cohen, che è più pessimista sull’economia Usa, l’inasprimento delle politiche tariffarie da parte dell'amministrazione Trump e l'instabilità politica interna potrebbero rallentare la crescita economica statunitense, abbassando le previsioni a un tasso di crescita inferiore rispetto agli anni precedenti.

Domanda globale: una crescita moderata

Alzando lo sguardo a livello globale, la domanda dei consumatori rimarrà moderata. Nonostante il calo dei tassi di interesse, che dovrebbe stimolare l'acquisto di beni durevoli, la cautela dei consumatori e l'incertezza economica potrebbero limitare un pieno recupero. In Europa, si prevede che la domanda consumerà rimanga debole, mentre nei mercati emergenti, come India e Medio Oriente, la domanda crescerà più rapidamente. L'India, in particolare, ha recentemente superato il Giappone come il quarto più grande mercato dei consumatori, un segnale chiaro della sua crescente influenza economica.

Il futuro delle tariffe e dell'inflazione

daziUn altro tema centrale sarà l'andamento delle tariffe, che continueranno ad influenzare i flussi commerciali globali. A seguito delle politiche tariffarie imposte dall'amministrazione Trump, l'introduzione di nuove tariffe, incluse quelle sui metalli provenienti da paesi alleati, come Canada, Messico e Unione Europea, potrebbe portare a un aumento dei costi di produzione e consumo. L’incertezza tariffaria, insieme a fattori geopolitici, continuerà a influenzare l’economia globale, spingendo l’inflazione a livelli incerti.

Sul fronte dei tassi di interesse, si prevede che continueranno a scendere, ma in modo più graduale di quanto molte imprese si aspettassero. Negli Stati Uniti, ad esempio, si prevede un solo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2025, mentre in Europa si registrerà una discesa più rapida, a causa delle preoccupazioni per la crescita.

Un 2025 a rischio di rallentamento

Insomma, mettendo tutto insieme la maggior parte degli osservatori immagina un anno di lieve rallentamento. Secondo l'OCSE, nel 25 la crescita globale dovrebbe scendere al 3,1% rispetto al 3,2% del 2024. Negli Stati Uniti, le previsioni parlano di una crescita del 2,2% quest'anno, con un ulteriore calo all'1,6% nel 2026. Come evidenziato da Mathias Cormann, segretario generale dell'OCSE, i segnali di debolezza derivanti da incertezze politiche e dalla crescente guerra commerciale influenzeranno infatti negativamente l'economia globale.

Il 2025 si profila quindi come un anno di recupero moderato e di incertezze crescenti. Le opportunità di crescita esisteranno, ma saranno fortemente condizionate da fattori geopolitici, da politiche commerciali instabili e da una continua volatilità dei mercati. Le aziende dovranno navigare in un ambiente operativo complesso, pronto a reagire a sfide imprevedibili e a cogliere le opportunità che emergeranno da un mondo in costante trasformazione. In questo scenario, così ancora tristemente dominato da conflitti e tensioni, dove molti leader sembrano aver dimenticato le lezioni del passato, torna alla memoria Ezra Pound: “chi non s’intende di economia non capisce affatto la storia”.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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