L'intelligenza artificiale mette in crisi il modello della tariffa oraria negli studi legali

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Redazione

Dai clienti arriva la richiesta di partecipare ai risparmi prodotto dall'Ai. Per i grandi studi, il compenso a tempo potrebbe diventare disincentivo

L'intelligenza artificiale mette in crisi il modello della tariffa oraria negli studi legali

L'intelligenza artificiale introdotta nel settore legale starebbe mettendo in crisi uno dei pilastri dei grandi studi internazionali: la tariffa oraria. I clienti stanno infatti cominciando a premere su un taglio dei costi, visto che i tempi di lavoro e il numero di avvocati si stanno riducendo. Al contempo, per gli studi quanto più saranno efficienti nell'uso dell'Ai, tanto meno sarà il fatturato, in quanto le ore di lavoro si riducono. 

L'approfondimento arriva dal Financial Times, Innovative Lawyers 2026, che racconta la pressione esercitata da grandi gruppi come Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citi affinché il guadagno di produttività si traduca anche in una riduzione dei costi.

Il punto di partenza del ragionamento è il seguente: dal momento che con l'Ai il lavoro può essere svolto in meno tempo e con meno persone, a beneficiarne devono essere anche le aziende clienti. Così, le direzioni legali chiedono di "partecipare" all'aumento di produttività attraverso una riduzione dei costi. 

Per gli studi, invece, si tratta di confrontarsi con la sopravvenuta debolezza di un modello incentrato sul numero di ore lavorate, quando l'uso efficiente della tecnologia consente di raggiungere lo stesso risultato in tempi minori. Secondo il responsabile globale della gestione dei consulenti esterni di IBM, riporta Ft, il sistema orario finisce con il penalizzare proprio gli studi che utilizzano meglio l’Ai. Una due diligence o la prima analisi di migliaia di documenti può essere realizzata in una frazione del tempo: il valore per il cliente può rimanere identico, mentre diminuiscono drasticamente il tempo necessario a produrlo e, dunque, le ore fatturate.

A ciò si aggiunge il fatto che per anni il modello dei grandi studi ha fatto sì che i clienti pagassero anche il tempo necessario ai giovani professionisti per imparare lavorando. Ora, con l’AI questo meccanismo diventa sempre più difficile da giustificare.

Non è detto, però, che l’impatto dell’AI si traduca necessariamente in una riduzione degli introiti dei grandi studi. Il cambiamento più profondo potrebbe essere un altro: spostare progressivamente il parametro utilizzato per determinare il compenso dal tempo impiegato per svolgere l’incarico al valore del servizio fornito.

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