Link to Manifestazione a Roma promossa dal Movimento 5 Stelle contro il piano di riarmo europeo. In piazza migliaia di cittadini, esponenti politici e volti noti del pacifismo e della culturaManifestazione a Roma promossa dal Movimento 5 Stelle contro il piano di riarmo europeo. In piazza migliaia di cittadini, esponenti politici e volti noti del pacifismo e della cultura
Nel cuore della Capitale, tra Piazza Vittorio e i Fori Imperiali, si è svolta una grande manifestazione indetta dal Movimento 5 Stelle per dire no al riarmo europeo proposto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Oltre centomila persone hanno aderito al corteo – secondo quanto annunciato dallo stesso leader del M5S, Giuseppe Conte – colorando le strade con bandiere arcobaleno, simboli di pace, vessilli palestinesi e striscioni dai toni forti come “Il popolo russo non è mio nemico”.
L’obiettivo? Rifiutare una politica europea sempre più orientata alla militarizzazione, chiedendo a gran voce un percorso diplomatico e cooperativo per la gestione dei conflitti.
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Non solo politica tradizionale. Alla manifestazione ha partecipato anche la tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, che ha attirato l’attenzione dei presenti arrivando poco prima dell’intervento di Giuseppe Conte. “Sono qui come madre e come donna – ha dichiarato – per dare un messaggio di pace”. Ha poi aggiunto di non voler generare polemiche, ma di essere presente con uno spirito costruttivo, in linea con i messaggi che diffonde quotidianamente sui social.
Intanto, la piazza si è animata con slogan pungenti come “Meloni e Crosetto toglietevi l’elmetto” e cartelli provocatori che criticano duramente la politica estera del governo italiano.
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La manifestazione ha visto la partecipazione non solo del M5S, ma anche di esponenti del Partito Democratico, di Alleanza Verdi Sinistra, di Rifondazione Comunista e di varie realtà sociali e culturali. Presenti in piazza Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Francesco Boccia e Maurizio Acerbo. Un fronte eterogeneo unito da una parola d’ordine: fermare la spirale del riarmo.
Tra gli interventi più applauditi, quello dell'ex europarlamentare Barbara Spinelli, che ha criticato apertamente il Partito Democratico per aver votato a favore della risoluzione europea sul piano von der Leyen. Non sono mancati fischi alla delegazione dem, a conferma di una tensione interna al fronte progressista.
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Sul palco si sono alternati intellettuali, attivisti e volti noti della televisione, tutti uniti nel denunciare i pericoli di una nuova corsa agli armamenti. Tra loro, lo storico Alessandro Barbero, l’economista Jeffrey Sachs, il divulgatore Mario Tozzi e il giornalista Marco Travaglio. Significativi anche gli interventi del missionario Alex Zanotelli e del presidente dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo.
Le voci pacifiste hanno sottolineato come la guerra generi solo morte, distruzione e una pericolosa economia di guerra, sottraendo risorse a welfare, lavoro e ambiente.
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Quando Giuseppe Conte prende la parola, la piazza esplode in un applauso. L’ex premier lancia un messaggio chiaro: “Rifiutiamo un piano di riarmo da 800 miliardi di euro. L’Europa deve tornare a essere un laboratorio di pace e non un arsenale bellico”. Conte accusa il governo Meloni di aver perso il contatto con la realtà e di inseguire una linea bellicista che penalizza i cittadini.
“Stiamo piantando le basi per un’alternativa di governo concreta e credibile”, dichiara, ribadendo l’impegno del Movimento per salari dignitosi, diritti sociali e investimenti in futuro e sostenibilità. Poi conclude con un appello all’unità, ringraziando anche chi non condivide tutte le posizioni del M5S, ma ha deciso comunque di scendere in piazza.
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La manifestazione di Roma si configura come un momento chiave per il dibattito politico italiano. Il tema del riarmo e delle politiche europee di difesa è tornato al centro dell’attenzione pubblica, spinto da una piazza composita, energica e consapevole. Il messaggio che arriva da Roma è inequivocabile: la pace non è un’utopia, ma una scelta politica da costruire giorno dopo giorno, al di là delle logiche di potere e degli interessi militari.
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