Marocco-Spagna, Rabat minaccia lo stop alle estradizioni. L'Ue: «Questione bilaterale»

di

Ennio Bassi

Il ministro della Giustizia marocchino Abdellatif Ouahbi denuncia difficoltà nell'esecuzione delle richieste di estradizione presentate alla Spagna e valuta la sospensione della convenzione tra i due Paesi

Marocco-Spagna, Rabat minaccia lo stop alle estradizioni. L'Ue: «Questione bilaterale»

Il Marocco valuta la sospensione dell'accordo di estradizione con la Spagna. Ad annunciarlo è il ministro della Giustizia marocchino Abdellatif Ouahbi, che punta il dito contro le difficoltà incontrate da Rabat nell'ottenere la consegna di persone ricercate o condannate e arrestate in territorio spagnolo.

Secondo quanto dichiarato dal ministro all'agenzia spagnola Efe, il problema riguarderebbe in particolare alcune procedure avviate su richiesta delle autorità marocchine e mai arrivate alla fase conclusiva. Ouahbi sostiene che, dopo l'arresto e l'identificazione del ricercato in Spagna, viene stabilita una data per la consegna. Quando gli agenti marocchini arrivano per prenderlo in custodia, tuttavia, l'iter finirebbe in alcuni casi per interrompersi senza che l'estradizione venga eseguita.

Una situazione che avrebbe spinto il ministero della Giustizia a interrogarsi sull'utilità stessa dell'intesa. La cooperazione in materia è regolata dalla convenzione bilaterale firmata a Rabat il 24 giugno 2009 ed entrata in vigore nel settembre 2012. L'accordo disciplina, a determinate condizioni, la consegna di persone ricercate o condannate che si trovino nel territorio dell'altro Paese, mentre esclude l'estradizione dei rispettivi cittadini.

Tra gli elementi più delicati c'è la differenza tra i due ordinamenti sulla pena capitale. In Marocco la pena di morte è ancora prevista dal codice penale e può essere pronunciata dai tribunali, anche se le esecuzioni sono ferme dal 1993. In Spagna è invece abolita. Il rischio che una persona estradata possa essere sottoposta alla pena capitale può quindi rappresentare un ostacolo alla consegna.

La tensione giudiziaria si inserisce in una fase sensibile nei rapporti tra Madrid e Rabat, segnata anche dalla gestione dei flussi migratori verso Ceuta e Melilla. Sul tavolo c'è inoltre la situazione dei minori marocchini presenti a Ceuta, per i quali Rabat ha chiesto il rimpatrio. Ouahbi ha definito la questione «estremamente complessa e fortemente politicizzata», sostenendo che alcuni dossier riguardanti il Marocco finiscano per essere condizionati anche da considerazioni politiche ed elettorali.

Sulla possibile sospensione dell'accordo di estradizione è intervenuta anche la Commissione europea. Bruxelles ha fatto sapere di essere a conoscenza delle dichiarazioni del ministro marocchino, precisando tuttavia che l'intesa tra Madrid e Rabat costituisce «una questione bilaterale».

L'Ue concentra invece l'attenzione sul controllo delle frontiere e sui rimpatri. In relazione al rischio di nuovi ingressi irregolari a Ceuta, una portavoce della Commissione ha sottolineato che l'obiettivo è garantire la gestione delle frontiere durante tutto l'anno, senza legarla a singole date o a eventuali picchi migratori. Bruxelles ha inoltre ricordato la stretta collaborazione tra Spagna e Marocco per contrastare gli attraversamenti irregolari e gestire i rimpatri.

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