Il consiglio di amministrazione del John F. Kennedy Center for the Performing Arts ha votato a favore di un'iniziativa destinata a riaccendere lo scontro legale e politico con la magistratura federale. La risoluzione approvata giovedì prevede di incidere il nome dell'ex presidente Donald Trump direttamente sulla facciata dell'edificio, subito sotto l'insegna principale, con la dicitura: "Restored and Renovated by President Donald J. Trump". La decisione rappresenta un chiaro tentativo di eludere l'ordinanza di un giudice federale che, nei mesi scorsi, aveva imposto la rimozione delle lettere con il nome di Trump installate lo scorso anno. La sentenza aveva stabilito che soltanto il Congresso degli Stati Uniti detiene l'autorità legale per modificare la denominazione dell'istituzione culturale. Un escamotage per aggirare la legge Per superare il divieto imposto dalla legge federale — la quale proibisce espressamente l'installazione di nuovi memoriali o targhe commemorative nelle aree pubbliche del centro — il cda, a maggioranza alleato di Trump, ha motivato l'atto come un doveroso riconoscimento per il ruolo svolto dal presidente nel salvare l'istituzione "dall'orlo del disastro". Tra le opzioni avanzate dalla risoluzione figura anche l'ipotesi di intitolare l'area esterna della struttura "President Donald J. Trump Plaza". Chiusura e ristrutturazione Parallelamente alla questione del nome, il cda ha confermato il piano per la chiusura di due anni dell'edificio principale, avviando i lavori di ristrutturazione previsti per trasformare quello che Trump aveva definito un centro "stanco, fatiscente e degradato". Le attività culturali minori e le funzioni commemorative dedicate a John F. Kennedy proseguiranno in forma ridotta all'interno di "The Reach", la struttura più recente del complesso. Entrambe le decisioni finiscono ora sotto la lente d'ingrandimento del giudice federale, già intervenuto a seguito del ricorso presentato da un deputato democratico.
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