Mattarella difende la Corte dei Conti: "Giudici imparziali"

di

Emilia Morelli
Mattarella difende la Corte dei Conti: "Giudici imparziali"

Link to Dopo le critiche mosse dalla Corte del Conti alla riforma proposta dal ministro Foti il presidente della Repubblica è intervenuto ricordando il ruolo di garante imparziale che  è attribuito alla Corte dalla CostituzioneDopo le critiche mosse dalla Corte del Conti alla riforma proposta dal ministro Foti il presidente della Repubblica è intervenuto ricordando il ruolo di garante imparziale che  è attribuito alla Corte dalla Costituzione

corte dei contiLa giornata di ieri è stata segnata da un acceso confronto istituzionale e politico sulla proposta di riforma della Corte dei Conti avanzata da Tommaso Foti, nuovo ministro, appena insediatosi. La riforma, che introduce modifiche significative al sistema di responsabilità amministrativa e alla struttura stessa della magistratura contabile, ha suscitato reazioni immediate e contrapposte. Da un lato, critiche severe da parte dei magistrati contabili; dall’altro, un richiamo istituzionale alla moderazione e al rispetto della Costituzione da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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Tommaso Foti ha giurato come ministro al Quirinale nella mattinata, con Giorgia Meloni che ha mostrato fiducia nella sua nomina. Tuttavia, nel pomeriggio, l’Associazione magistrati della Corte dei Conti ha diramato un comunicato durissimo, definendo la riforma proposta "frettolosa e fuori sistema". Secondo i magistrati, le modifiche prospettate rappresenterebbero una minaccia alla funzione della Corte come garante imparziale della legittimità e dell’efficacia dell’azione amministrativa.

In serata, durante un incontro con i referendari della Corte dei Conti appena nominati, Mattarella ha ribadito l'importanza costituzionale della Corte, sottolineando il suo ruolo di garante imparziale nella gestione delle risorse pubbliche. Nel farlo, il Presidente ha auspicato l’approvazione di una legge che possa garantire equilibrio e rispetto per le prerogative dell’istituzione.

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Le modifiche contenute nella proposta di Foti hanno sollevato forti preoccupazioni all’interno della magistratura contabile. L’introduzione di un regime sanzionatorio che prevede il pagamento di 150 euro come alternativa al risarcimento dei danni economici è vista come una misura che depotenzierebbe la responsabilità amministrativa. A ciò si aggiunge l’emendamento che accentrerebbe a Roma le funzioni delle procure regionali, eliminando le articolazioni territoriali.

Secondo i magistrati, tali misure snaturerebbero il controllo preventivo di legittimità, limitandone l’efficacia nell’assicurare una gestione amministrativa efficiente e trasparente. Queste preoccupazioni si inseriscono in un contesto di forte tensione, aggravato dallo stato di agitazione proclamato dai magistrati nelle settimane precedenti.

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Nel suo intervento, Mattarella ha difeso il ruolo costituzionale della Corte dei Conti, richiamando la sua importanza nel garantire la stabilità finanziaria e il risanamento del debito pubblico, aspetti fondamentali nel quadro della governance europea. Ha inoltre ribadito che i giudici contabili, come tutti i magistrati, sono soggetti soltanto alla legge, un principio fondamentale che tutela l’indipendenza dell’istituzione.

"La Costituzione ha riconosciuto il ruolo fondamentale della Corte dei Conti come garante imparziale della corretta gestione delle risorse pubbliche. E l’articolo 100 le garantisce una particolare indipendenza con la sua preziosa articolazione territoriale, anche nello svolgimento delle funzioni ausiliarie che le sono affidate", ha affermato Mattarella.

Allo stesso tempo, il Presidente ha invitato la magistratura contabile al rispetto dei propri limiti e al mantenimento di un equilibrio con gli altri poteri dello Stato. Facendo riferimento alla "paura della firma" e alla "burocrazia difensiva", problematiche riconosciute dalla Consulta nella sentenza del 16 luglio 2024, Mattarella ha sottolineato che tali questioni meritano un intervento legislativo attento ma non punitivo.

I magistrati, accompagnati dal presidente della Corte Guido Carlino e da altri esponenti di vertice, hanno ascoltato con attenzione le parole di Mattarella, che hanno segnato un richiamo all’equilibrio istituzionale. Nel frattempo, la proposta di legge Foti prosegue il suo iter parlamentare, alimentando il dibattito.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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