Meloni al vertice dei volenterosi a Parigi

di

Annachiara Mottola Di Amato
Meloni al vertice dei volenterosi a Parigi

Link to  L'Italia non invierà una "forza nazionale"  sul campo, i nostri militari andranno "solo in ambito Onu" L'Italia non invierà una "forza nazionale"  sul campo, i nostri militari andranno "solo in ambito Onu"

La “coalizione dei volenterosi” si è riunita oggi a Parigi per un nuovo vertice di coordinamento con l’obiettivo di trovare un accordo sul tipo di garanzie di sicurezza dare all'Ucraina - compresa una missione di peacekeeping - in vista dell'accordo di pace. Attorno ad Emmanuel Macron, nei saloni dell'Eliseo, partecipano i rappresentanti di una trentina di Paesi, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presente al summit anche Zelensky che già ieri ha avuto una cena di lavoro con Macron. Il presidente francese ha annunciato altri 2 miliardi di euro di aiuti militari a Kiev. Intanto, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commenta che "Londra e Parigi continuano a escogitare piani per l'intervento militare in Ucraina. Tutto questo è mascherato da una sorta di missione di mantenimento della pace".

Il summit di Parigi

Per oggi la presidenza francese ha parlato di un ordine del giorno della riunione articolato attorno a 4 grandi punti: il proseguimento degli aiuti militari all'Ucraina e il contributo di ogni Paese, le modalità di un cessate il fuoco "completo", la preparazione di un potenziale "dopo-tregua" e le condizioni del dispiegamento di una forza europea in Ucraina per garantire la pace, iniziativa che vede in prima linea la coppia Macron- Starmer. Per l'Eliseo, "la miglior garanzia di sicurezza sono i mezzi che daremo all'Ucraina per difendersi". La presidenza francese ha tenuto a precisare che "tutto sarà fatto in perfetta trasparenza con i nostri partner americani". Non a caso il capo dell'Eliseo ha telefonato a Donald Trump, immediatamente prima dell'inizio del vertice.

Cosa dice la Nato

Rutte ha lodato gli sforzi di Parigi e Londra "per aiutare l'Ucraina a mantenere la pace". "Ma per mantenerla, la pace, prima deve essere raggiunta", ha notato il segretario generale, che poi ha ringraziato Trump per "aver rotto lo stallo" con la sua iniziativa. Dalla sua, Zelensky cerca intanto di capire cosa possono fare davvero i volenterosi per aiutarlo a raggiungere la pace “giusta", visto che Mosca non sembra arretrare sugli obiettivi minimi prefissati: le conquiste territoriali, scongiurare l'ingresso di Kiev nella Nato (né, tanto meno, forme di tutela) e, forse, l'uscita di scena di Zelensky.

Gli scenari aperti

Questo, non è il momento di "fare da soli", né per Bruxelles né per Washington. E nessun piano a garanzia della sicurezza in Ucraina può al momento fare a meno dello scudo nucleare Usa , che "non è sostituibile”, spiega il capo della Nato. Sul tavolo di oggi pertanto prende corpo l'idea di uno scenario a quattro livelli d'interposizione - l'Onu a monitorare la tregua, le forze armate ucraine armate sino ai denti a dissuadere la Russia, i volenterosi come prima linea di garanzia e infine il 'backstop' americano. Un piano su cui, però, sono ancora molti gli interrogativi da sciogliere, primo su tutti se Vladimir Putin accetterà mai lo schema e, subito a ruota, se Donald Trump è disposto a imporlo. Parigi e Londra non sembrano infatti inclini a strappare, al di là dell’autonomia strategica dell'Europa.

La posizione dell'Italia

Intanto l’Italia ha ribadito che non è disponibile a inviare proprie truppe militari in Ucraina nella coalizione dei "volenterosi" proposto da Francia e Germania. Diverso sarebbe se prendesse corpo una missione di "monitoraggio" sotto l'egida dell'Onu. È questa la linea emersa più volte nella scorsa settimana e ribadita ieri in un vertice tenuto a Palazzo Chigi. Il comunicato ufficiale ha messo nero su bianco la posizione condivisa, dopo giorni di forti tensioni e botta e risposta, soprattutto fra Salvini e Tajani. Si indica il "contesto euroatlantico" come cornice in cui costruire "garanzie di sicurezza solide ed efficaci" per Kiev, "insieme ai partner europei e occidentali e con gli Usa". Si sottolinea che l'idea di mutuare l'articolo 5 della Nato (sulla difesa collettiva di un alleato attaccato) "sta riscontrando sempre più interesse tra i partner internazionali". E soprattutto si ribadisce che "non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno".

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"