Meta pagherà fino a 18 miliardi e cambia Facebook e Instagram: stretta sui minori

di

Carlo Longo

Meta accetta un accordo fino a 18 miliardi di dollari negli Stati Uniti per chiudere le cause sull'impatto di Facebook e Instagram sui minori. Previsti nuovi limiti e controlli

Meta pagherà fino a 18 miliardi e cambia Facebook e Instagram: stretta sui minori

Meta raggiunge un accordo senza precedenti negli Stati Uniti e accetta di pagare fino a 18 miliardi di dollari per chiudere le cause intentate da quasi tutti gli Stati americani sulle conseguenze dell'utilizzo di Facebook e Instagram da parte dei minori.

L'intesa arriva mentre era in corso il processo che accusava la società di aver progettato le proprie piattaforme con caratteristiche capaci di favorire la dipendenza degli adolescenti e di aver sottovalutato i rischi per la loro salute mentale. Meta non ammette responsabilità, ma accetta una serie di importanti cambiamenti nel funzionamento dei social.

Link to Due ore al giorno per gli adolescentiDue ore al giorno per gli adolescenti

Una delle principali novità riguarda il tempo trascorso sulle piattaforme.

Per gli utenti adolescenti verrà introdotto un limite predefinito di due ore al giorno. Sarà inoltre bloccato l'accesso durante la notte, indicativamente tra mezzanotte e le 6 del mattino, salvo autorizzazione dei genitori.

Non si tratta soltanto di un'impostazione facoltativa: le nuove misure dovranno essere integrate direttamente nel funzionamento delle piattaforme.

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Meta dovrà inoltre intervenire sulle notifiche. Per gli adolescenti saranno disattivate le notifiche push non essenziali durante l'orario scolastico, con l'obiettivo di ridurre le interruzioni e il tempo trascorso sui social durante le lezioni.

Saranno rafforzati anche gli strumenti destinati ai genitori, mentre la società dovrà introdurre sistemi più rigorosi per verificare l'età degli utenti.

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Uno dei punti centrali dell'accordo riguarda proprio la possibilità di stabilire con maggiore certezza chi sta utilizzando Facebook e Instagram.

Meta dovrà rafforzare i sistemi di age assurance per impedire che bambini e ragazzi possano aggirare facilmente i limiti previsti per la loro fascia d'età.

L'obiettivo è intervenire su uno dei problemi che hanno alimentato il contenzioso: la difficoltà delle piattaforme di impedire ai minori di accedere a servizi destinati a un pubblico più adulto.

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L'accordo prevede inoltre restrizioni sui contenuti non adatti all'età e una maggiore protezione degli utenti minorenni.

Tra le modifiche previste ci sono anche interventi sulla visibilità delle reazioni ai contenuti: per gli adolescenti alcune metriche, come i "like", potranno essere nascoste per ridurre la pressione sociale legata alle interazioni.

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La cifra complessiva può arrivare a circa 18 miliardi di dollari, ma non tutto l'importo è immediatamente garantito.

Meta ha accettato di versare almeno 12,7 miliardi di dollari nell'arco di dieci anni. Una parte aggiuntiva, pari a circa 5 miliardi, è invece collegata all'eventuale adozione di misure analoghe da parte di altre grandi piattaforme, tra cui TikTok e YouTube.

Il meccanismo punta quindi a trasformare l'accordo in uno standard più ampio per l'intero settore dei social.

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Al centro della vicenda c'erano le accuse secondo cui Meta avrebbe progettato Facebook e Instagram con caratteristiche in grado di favorire un utilizzo compulsivo, pur conoscendo i possibili effetti negativi sui giovani.

Gli Stati sostenevano inoltre che la società avesse ingannato il pubblico sui rischi delle proprie piattaforme e avesse raccolto dati di bambini sotto i 13 anni senza il necessario consenso dei genitori, in violazione delle norme federali sulla privacy dei minori.

La vicenda era considerata particolarmente delicata perché il processo avrebbe potuto portare a conseguenze economiche enormemente superiori all'accordo raggiunto.

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Per Meta, l'intesa consente di chiudere una delle più importanti controversie legali mai affrontate dalla società e di evitare il rischio di un verdetto potenzialmente molto più pesante.

La causa coinvolgeva una coalizione di Stati americani e il Distretto di Columbia. Restano tuttavia altre cause individuali e collettive contro Meta, che non vengono automaticamente cancellate dall'accordo.

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Il punto più importante dell'accordo è forse proprio questo: Facebook e Instagram diventano il banco di prova di una nuova stagione di regole per i social.

Meta ha invitato anche le altre grandi piattaforme ad adottare misure analoghe. Se TikTok e YouTube dovessero aderire a sistemi comparabili di protezione dei minori, potrebbe scattare anche la parte aggiuntiva dell'accordo economico.

Il caso potrebbe quindi rappresentare un precedente per l'intero settore tecnologico.

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L'accordo segna una svolta perché per la prima volta una delle più grandi società tecnologiche accetta, insieme a un esborso miliardario, modifiche strutturali al modo in cui i minori utilizzano le proprie piattaforme.

Non significa però che Facebook e Instagram cambieranno per tutti gli utenti. Le nuove restrizioni sono concentrate soprattutto sulla protezione degli adolescenti, mentre Meta non è obbligata dall'accordo a modificare il proprio modello basato sulla pubblicità personalizzata.

Il vero cambiamento sarà dunque nella gestione degli utenti più giovani: meno tempo online, meno notifiche, maggiori controlli sull'età e più strumenti per i genitori. E con un accordo che può arrivare a 18 miliardi di dollari, la vicenda rischia di diventare un precedente destinato a cambiare il rapporto tra Big Tech e minori.

 
 
 
 

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