Meta prova a cambiare approccio alla realtà virtuale puntando soprattutto su uno dei limiti più evidenti dei visori tradizionali: il peso. Al Meta Connect 2026 l’azienda ha presentato i nuovi Meta VR Glasses, un dispositivo da circa 100 grammi progettato per offrire un’esperienza più simile a quella di un paio di occhiali evoluti che a quella di un classico headset VR.
La scelta tecnica più importante riguarda proprio la distribuzione dei componenti. Batteria, processore e circuiti principali non sono integrati nella struttura indossata sul volto, ma spostati in un modulo esterno tascabile, collegato tramite un cavo ad alta velocità.
In questo modo Meta riesce a ridurre sensibilmente l’ingombro e l’affaticamento durante le sessioni più lunghe. La parte indossabile conserva invece gli elementi ottici e i sensori necessari per il tracciamento.
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Nonostante le dimensioni ridotte, il visore punta su caratteristiche tecniche di fascia alta. I Meta VR Glasses utilizzano pannelli micro-OLED con risoluzione 5K, pensati per garantire una buona definizione sia nella visione di film e contenuti immersivi sia nella lettura di testi o nell’utilizzo di applicazioni professionali.
Meta ha inoltre scelto di ridurre la dipendenza dai controller fisici. L’interfaccia può essere gestita combinando il tracciamento dello sguardo con quello delle mani, permettendo all’utente di selezionare elementi, navigare nei menu e interagire con gli ambienti virtuali senza dover impugnare dispositivi aggiuntivi.
L’obiettivo è rendere l’esperienza più naturale e, soprattutto, più adatta a un utilizzo quotidiano.
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Meta non presenta il nuovo dispositivo soltanto come un prodotto per il gaming o l’intrattenimento. Una parte importante del progetto riguarda infatti lo spatial computing e la possibilità di trasformare il visore in una postazione di lavoro portatile.
Il sistema permette di creare uno o più monitor virtuali ad alta risoluzione collegati al computer dell’utente, ampliando lo spazio di lavoro senza la necessità di avere fisicamente più schermi.
Le fotocamere integrate possono inoltre riconoscere una superficie piana e visualizzare su di essa una tastiera e un touchpad virtuali, consentendo di interagire con applicazioni e documenti anche in assenza di periferiche tradizionali.
L’idea è quella di offrire uno spazio di lavoro digitale utilizzabile praticamente ovunque, mantenendo sul volto una struttura molto più leggera rispetto ai visori di precedente generazione.
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Ampio spazio viene dato anche all’intrattenimento. Il dispositivo supporta IMAX Enhanced, Dolby Atmos e Dolby Vision, tecnologie pensate per trasformare l’ambiente virtuale in una sorta di sala cinematografica personale.
Sul fronte del gaming, al lancio sarebbero previsti oltre 75 giochi nativi controllabili attraverso il movimento delle mani. È inoltre annunciata l’integrazione con Xbox Cloud Gaming, che amplia il catalogo disponibile attraverso lo streaming.
Link to Le chiamate diventano olograficheLe chiamate diventano olografiche
Tra le funzioni più particolari mostrate da Meta ci sono le chiamate olografiche.
Il sistema ricostruisce in tre dimensioni l’immagine dell’utente e permette di visualizzare il proprio interlocutore nello spazio circostante sotto forma di rappresentazione fotorealistica tridimensionale in tempo reale.
Chi partecipa alla conversazione da un dispositivo tradizionale, come smartphone o computer, può invece vedere la ricostruzione digitale sul normale schermo. Meta prevede inoltre la compatibilità con piattaforme molto diffuse come WhatsApp e Zoom.
Link to Arrivo previsto nel 2027Arrivo previsto nel 2027
I Meta VR Glasses dovrebbero arrivare sul mercato nella primavera del 2027, con un prezzo annunciato di 1.299,99 dollari.
La sfida per Meta sarà dimostrare che la riduzione del peso e il trasferimento dell’hardware in un modulo esterno possono rendere la realtà virtuale più comoda e utilizzabile nella vita quotidiana, senza compromettere prestazioni, autonomia e qualità dell’esperienza.
Con questo progetto l’azienda punta quindi non soltanto al mercato dell’intrattenimento, ma anche a quello della produttività e della collaborazione a distanza, cercando di rendere il visore un dispositivo da usare per periodi più lunghi e in un numero maggiore di situazioni.
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