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Midterm, il conto di Trump arriva al Congresso

di

Velia Iacovino

Con il presidente ai minimi di popolarità e il carovita che pesa sugli elettori, i repubblicani rischiano di perdere la Camera. I democratici puntano anche al Senato.

Midterm, il conto di Trump arriva al Congresso

A poco più di due settimane dalle elezioni di metà mandato, i repubblicani fanno i conti con un avversario che non compare sulla scheda, ma pesa su ogni voto: il malcontento verso Donald Trump.

Le previsioni di The Economist danno ai democratici buone chance di conquistare la Camera e una probabilità su tre di strappare anche il Senato. A spingere il vento dalla loro parte è soprattutto l’impopolarità del presidente: il suo indice di gradimento netto è sceso a −27, il livello più basso rilevato dal monitoraggio citato dal settimanale.

Poi c’è il carovita, che non ha bisogno di slogan per farsi sentire. A settembre l’inflazione annua è salita al 3,7%, con l’energia tra i principali fattori di pressione. E quando fare il pieno costa di più, la protesta può arrivare dritta nell’urna. Così anche candidati repubblicani in Stati considerati sicuri, come Alaska e Texas, si ritrovano a difendere una Casa Bianca sempre più ingombrante.

Nel partito cresce il nervosismo: alcuni chiedono di ridimensionare i dazi di Trump, altri di chiudere la guerra con l’Iran. Intanto gli strateghi preparano una raffica di spot per recuperare terreno. Ma la pubblicità può lucidare un messaggio; difficilmente cancella il conto della spesa.

La campagna entra nel rettilineo finale e il tempo per convincere gli elettori si assottiglia. Trump non sarà sulla scheda, ma rischia di esserci in ogni giudizio: sul prezzo del carburante, sull’economia e sulla direzione del Paese. Per i repubblicani, la sfida è riuscire a parlare d’altro. Gli elettori, però, potrebbero avere già deciso di parlare di lui.

Scheda 

Le elezioni di metà mandato si terranno martedì 3 novembre 2026. Gli elettori  votano per rinnovare tutti i seggi, 435, della Camera dei rappresentanti e  un terzo del Senato, 35 su 100. Il risultato deciderà quale partito controllerà il Congresso nei due anni successivi. 

Gli elettori registrati votano nel proprio Stato e distretto. Sulla scheda, oltre ai candidati al Congresso, possono comparire anche competizioni statali e locali, come quelle per governatori o assemblee legislative: la scheda cambia quindi da un luogo all’altro. 

Si può votare di persona il giorno delle elezioni e, secondo le regole del proprio Stato, anche in anticipo o per posta. Scadenze, modalità di registrazione, documenti richiesti e procedure variano: per questo gli elettori devono verificare le indicazioni dell’ufficio elettorale statale o locale.

Attualmente il Partito Repubblicano detiene una stretta maggioranza in entrambi i rami del Congresso. Storicamente, il partito del presidente in carica tende a perdere seggi durante il voto di metà mandato

 

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