È morto a 41 anni Jason Arday, il professore di sociologia dell’educazione dell’Università di Cambridge che nei giorni scorsi aveva lasciato il suo incarico dopo essere finito al centro di uno scandalo accademico. Il docente è stato trovato senza vita venerdì pomeriggio in un’abitazione a Battersea, nel sud di Londra.
La notizia, riferita dalla BBC, ha suscitato numerose reazioni nel mondo accademico e politico britannico. In una dichiarazione diffusa dal suo editore, Simon & Schuster UK, la famiglia ha detto di essere «sotto shock per aver perso questo padre, compagno, fratello, zio e figlio straordinario». mico sarebbe stata troppo pesante da sopportare.
Arday era diventato nel 2023, a soli 37 anni, il più giovane professore nero nella storia di Cambridge, in una nomina presentata all'epoca come un importante passo avanti per la rappresentanza nel mondo universitario britannico. La sua carriera era però finita al centro di una crescente controversia. Un altro accademico, Nathan Cofnas, aveva denunciato numerosi presunti casi di plagio nei suoi lavori. Arday aveva respinto le accuse, pur riconoscendo errori nei suoi primi lavori accademici. La sua tesi di dottorato, discussa alla Liverpool John Moores University nel 2015, era stata esaminata dall'ateneo, che aveva concluso che non vi era stato plagio.La settimana scorsa Arday aveva comunque annunciato le proprie dimissioni da Cambridge, spiegando che il «costo personale» della vicenda era diventato troppo elevato. Aveva parlato di un livello di attenzione pubblica e di attacchi personali «senza precedenti», precisando che la sua decisione di lasciare l'università non doveva essere interpretata come un'ammissione delle accuse.
Dopo la notizia della sua morte, il vice-cancelliere di Cambridge, Deborah Prentice, ha espresso il cordoglio dell'università: «Siamo profondamente addolorati» per la scomparsa di Arday, ha dichiarato, rivolgendo le proprie «sentite condoglianze alla famiglia e agli amici».
Anche la ministra dell'Istruzione Lucy Powell ha detto di essere «profondamente scioccata e addolorata», invitando a ricordare che dietro le vicende pubbliche «ci sono persone reali, con familiari e persone care».
Particolarmente duro il commento del sindaco di Londra, Sadiq Khan, secondo il quale Arday sarebbe stato sottoposto a un «inaccettabile accanimento pubblico» e a una «campagna di abusi». Per Khan, la vicenda dovrebbe rappresentare «un campanello d'allarme per tutti noi».
Alla BBC News, Simon Baron-Cohen, direttore dell'Autism Research Centre di Cambridge, ha raccontato di aver parlato con Arday proprio la mattina della sua morte. Secondo Baron-Cohen, il professore gli avrebbe detto di non sentirsi più in grado di uscire di casa e di essere convinto di essere vittima di una campagna contro di lui. «Hanno distrutto la mia vita», avrebbe detto Arday, riferendosi, secondo il collega, soprattutto all'attenzione dei media. Anche Kehinde Andrews, professore di Black Studies e amico di Arday, ha raccontato alla BBC che l'ex docente era apparso «molto giù» dopo le dimissioni da Cambridge. «Era molto turbato. Sentiva che non c'era via d'uscita», ha detto, aggiungendo che Arday non usciva praticamente più di casa e aveva perso molto peso.
La vicenda ha riacceso nel Regno Unito il dibattito sul rapporto tra università, media e responsabilità individuale. Per alcuni dei suoi colleghi e sostenitori, il caso Arday dimostra anche le difficoltà e le pressioni che possono colpire gli accademici appartenenti a minoranze.Arday aveva spiegato che alcuni degli errori contestati nei suoi primi lavori erano legati anche al suo autismo e al modo in cui aveva imparato a elaborare le informazioni attraverso la mimica. Aveva inoltre sostenuto che una verifica altrettanto approfondita avrebbe potuto individuare errori analoghi nei lavori di altri studiosi.
La BBC sottolinea che la controversia non si era conclusa con un'accettazione delle accuse da parte di Arday: egli aveva continuato a negare il plagio e aveva contestato quella che considerava una narrazione pubblica costruita intorno alla sua figura.
La morte dell'ex professore di Cambridge apre ora interrogativi ancora più delicati sul confine tra il diritto alla critica, il controllo sull'integrità scientifica e le conseguenze personali di una pressione mediatica prolungata. La polizia ha reso noto il ritrovamento del corpo, mentre ulteriori accertamenti dovranno chiarire le circostanze della morte.
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