Monte dei Paschi, la scalata su Mediobanca ora può contare anche sui Doris

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Guido Talarico
Guido Talarico
Monte dei Paschi, la scalata su Mediobanca ora può contare anche sui Doris
[caption id="attachment_73417" align="aligncenter" width="259"] Nicola Maione Presidente MPS[/caption]

Link to Con l’Opas sull'istituto che fu di Enrico Cuccia,  Siena - con i suoi potenti alleati - si appresta a segnare una vittoria che ridisegna gli equilibri del potere finanziario nazionale. Le adesioni crescono e anche la famiglia Doris si schiera con Rocca SalimbeniCon l’Opas sull'istituto che fu di Enrico Cuccia,  Siena - con i suoi potenti alleati - si appresta a segnare una vittoria che ridisegna gli equilibri del potere finanziario nazionale. Le adesioni crescono e anche la famiglia Doris si schiera con Rocca Salimbeni

di Guido Talarico

La partita che Monte dei Paschi ha aperto con la sua Offerta pubblica di scambio su Mediobanca sta assumendo giorno dopo giorni i contorni di una svolta storica. Non si tratta infatti soltanto di un’operazione finanziaria, ma di un passaggio che restituisce a Roma un ruolo centrale negli snodi decisivi della finanza italiana, fino a lambire gli equilibri di Generali, il più grande gruppo assicurativo del Paese.

Le adesioni all’Opas continuano a crescere. Tra le più rilevanti, quella della famiglia Doris, che attraverso FinProg Italia ha consegnato l’intero pacchetto dello 0,98% di Mediobanca, un tempo parte del patto di consultazione. “Abbiamo aderito all’offerta di Mps, visto come si sono evolute le cose e considerando che a questo punto l’operazione si fa”, ha dichiarato Sara Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum, confermando che la decisione è stata presa congiuntamente al family office.

La mossa dei Doris segue un percorso già tracciato a inizio estate, quando Mediolanum aveva dismesso il 3,5% detenuto in Piazzetta Cuccia. Non sono stati i soli: diverse altre famiglie e holding, da Valsabbia a Fin.Fer, da Aurelia a Gilpar, fino a Beniamino Gavio, hanno progressivamente sciolto la loro partecipazione nell’accordo tra soci di Mediobanca, portando sul tavolo di Siena pacchetti consistenti. E naturalmente senza dimenticare che i protagonisti della prima ora di questa vittoria sono imprenditori del  calibro dei Caltagirone, dei Del Vecchio e più di recente anche dei Benetton.

Il risultato è che l’operazione promossa da Rocca Salimbeni ha già superato il 40% del capitale di Mediobanca, con oltre 15 milioni di titoli apportati. Numeri che sanciscono una vittoria non più ipotetica ma concreta: Mps diventa il perno di un nuovo assetto in cui Roma torna a pesare come capitale della finanza, sottraendo centralità a Milano e ridefinendo le gerarchie storiche tra banche, assicurazioni e grandi famiglie imprenditoriali.

In questa partita non si misura soltanto la forza di un istituto risanato dopo anni difficili, ma la capacità di un sistema finanziario di rimettere al centro la capitale politica del Paese. Con Mediobanca e Generali nel suo raggio d’azione, Monte dei Paschi non celebra soltanto una conquista: inaugura una nuova stagione in cui Roma si riafferma come crocevia imprescindibile delle grandi strategie non solo politiche ma anche economiche.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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