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[caption id="attachment_91232" align="aligncenter" width="300"]Link to Da Maputo arriva un messaggio chiaro: il Mozambico è pronto a diventare ancora di più uno dei principali partner dell’Italia in Africa. Il viaggio tra il Mozambico-EU Business Forum e la Missione Imprenditoriale Italia-Mozambico ha confermato la centralità del Paese nell’ambito del Piano Mattei e il ruolo determinante delle imprese italiane, dalle grandi multinazionali alle PMI innovative. Un percorso costruito negli anni grazie al lavoro delle istituzioni, delle Camere di Commercio e di una comunità imprenditoriale che ha scelto di credere nell’Africa quando ancora pochi ne intuivano il potenzialeDa Maputo arriva un messaggio chiaro: il Mozambico è pronto a diventare ancora di più uno dei principali partner dell’Italia in Africa. Il viaggio tra il Mozambico-EU Business Forum e la Missione Imprenditoriale Italia-Mozambico ha confermato la centralità del Paese nell’ambito del Piano Mattei e il ruolo determinante delle imprese italiane, dalle grandi multinazionali alle PMI innovative. Un percorso costruito negli anni grazie al lavoro delle istituzioni, delle Camere di Commercio e di una comunità imprenditoriale che ha scelto di credere nell’Africa quando ancora pochi ne intuivano il potenziale
di Guido Talarico
[caption id="attachment_91236" align="alignleft" width="195"] Ambasciatore Gabriele Annis[/caption]
Maputo - Ci sono viaggi che servono a scoprire un Paese e altri che permettono di comprendere una direzione. Quello appena concluso in Mozambico appartiene alla seconda categoria. Per chi, come me, vive da anni il continente africano attraverso Associated Medias e African Medias, che proprio a Maputo hanno stabilito la loro sede africana, tornare in Mozambico significa osservare da vicino una trasformazione che non è più soltanto una promessa, ma una prospettiva concreta di sviluppo.
Le giornate di lavoro appena concluse sono state intense e ricche di contenuti. La Missione Imprenditoriale Italia-Mozambico ha visto incontri istituzionali con il Ministro delle Opere Pubbliche Fernando Rafael e con il Ministro delle Risorse Minerali ed Energia Estêvão Pale, seguiti da una conferenza dedicata alle infrastrutture sostenibili, ai corridoi logistici, all’energia e alla rigenerazione urbana. Tra i temi centrali, il rapporto Eurocam sul clima degli affari e le opportunità offerte da un Paese che punta con decisione a rafforzare la propria attrattività verso gli investitori internazionali. Centrale anche il tema delle tanto attese riforme che aiutino le imprese, a cominciare dal rispetto della non retroattività delle leggi, che pur essendo un principio cardine di ciascun ordinamento giuridico moderno in Mozambico talvolta sembra non essere ancora compreso e rispettato. Non a caso più di un intervento ha posto il tema della "certezza del diritto", così come il tema del "rispetto della concorrenza".
[caption id="attachment_91258" align="alignright" width="300"] Il Presidente Chapo al centro[/caption]
Poi il Mozambico-EU Business Forum ha allargato ulteriormente l’orizzonte, mettendo al centro investimenti, materie prime critiche, infrastrutture digitali, energie rinnovabili, turismo sostenibile e sviluppo delle competenze professionali. Un’agenda che fotografa perfettamente le ambizioni di un Paese deciso a diventare uno degli hub economici più dinamici dell’Africa australe.
Il momento più significativo di questi giorni maputesi è stato senza dubbio l’intervento del Presidente della Repubblica del Mozambico, Daniel Chapo, che ha lanciato un messaggio diretto e inequivocabile alla comunità imprenditoriale italiana ed europea. Chapo, come aveva già fatto a Roma lo scorso dicembre, ha sottolineato come il Mozambico disponga oggi delle condizioni necessarie per aprire una nuova stagione di crescita: risorse naturali, posizione geografica strategica, infrastrutture in espansione e una crescente stabilità istituzionale.
[caption id="attachment_91253" align="alignleft" width="300"] Simone Santi[/caption]
Ma soprattutto ha ribadito la volontà del suo governo di lavorare fianco a fianco con le aziende italiane già presenti nel Paese e con quelle che sceglieranno di investire in futuro. Un’apertura apparsa molto concreta che trova nel Piano Mattei, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, uno strumento fondamentale per trasformare la cooperazione tra Italia e Africa in una partnership autentica, fondata su investimenti, trasferimento di competenze e sviluppo condiviso.
Se oggi questo dialogo appare così solido, gran parte del merito va attribuito al lavoro svolto negli anni dalla nostra Ambasciata, rappresentata da Gabriele Annis, un giovane e brillante diplomatico, molto risoluto nel sostenere il sistema Italia in questo promettente paese dell'Africa orientale, e dalla Camera di Commercio Mozambico-Italia e dalla Camera di Commercio Europea. Due realtà che hanno saputo costruire ponti concreti tra istituzioni e imprese, favorendo relazioni economiche durature e creando opportunità di crescita reciproca. Non solo, queste istituzioni, a cominciare proprio dalle Camere di Commercio, sono diventate centrale non solo per favorire lo sviluppo delle attività ma anche per aiutare gli imprenditori ad evitare truffe o eventuali pretese corruttive.
Al centro di questo percorso c’è Simone Santi, imprenditore e presidente delle due Camere di Commercio, figura che rappresenta forse meglio di chiunque altro la capacità italiana di fare impresa in Africa con resilienza e visione di lungo periodo. Attraverso Leonardo Group e le sue attività in Mozambico e in numerosi altri Paesi africani, Santi ha dimostrato negli anni che il successo nel continente non nasce dall’improvvisazione, ma dalla conoscenza del territorio, dalla continuità degli investimenti e dalla costruzione di rapporti di fiducia. Lo stesso Santi ha ricordato come nel complesso è proprio l'Italia il primo investitore estero in Mozambico.
[caption id="attachment_91255" align="alignleft" width="200"] Marica Calabrese[/caption]
La presenza italiana in Mozambico trova naturalmente i suoi pilastri nei grandi campioni nazionali. ENI continua a rappresentare uno dei protagonisti assoluti dello sviluppo energetico del Paese, grazie a progetti che hanno contribuito a collocare il Mozambico tra gli attori più importanti del mercato globale del gas naturale. Peraltro Eni a Maputo è rappresentata come General Manager da una giovane ingegnere, Marica Calabrese. Una di quelle donne brillanti ed empatiche, sul cui futuro c'è da scommettere, che ha fatto della misurabilità dei risultati prodotti il suo biglietto da visita. Al fianco di Eni, come spesso accade, Saipem che, con Michele Poggi, uno dei manager con maggior esperienza di tutta Africa, rappresenta un'eccellenza mondiale dell’ingegneria e delle infrastrutture energetiche, e testimonia la qualità tecnologica e industriale italiana sui mercati internazionali.
[caption id="attachment_91261" align="alignright" width="300"] Donatella Scarpa[/caption]
Accanto ai grandi gruppi emerge però anche un’altra Italia, quella delle piccole e medie imprese capaci di innovare e creare valore. È il caso di ACE e dell’imprenditrice milanese Donatella Scarpa, che attraverso Ecolibrì, realtà leader nelle rinnovabili innovative, dimostra come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme. Lo stesso vale per Coral Lodge, splendido insediamento turistico nei pressi dell’antica capitale, Isola di Mozambico, esempio concreto di come il turismo di qualità possa diventare uno strumento di crescita economica e valorizzazione del territorio.
Sono esperienze che raccontano una verità spesso sottovalutata: in Africa non sono soltanto le multinazionali a fare la differenza. Le PMI italiane, grazie alla loro flessibilità, alla capacità di adattamento e alla cultura del fare, possono giocare un ruolo decisivo nella costruzione del futuro economico del continente.
[caption id="attachment_91234" align="alignleft" width="225"] Guido Talarico con il Premio[/caption]
In questo contesto assume un significato particolare il riconoscimento che Ambasciata d’Italia, ICE e Camere di Commercio hanno deciso di conferire alla mia persona come fondatore e CEO di Associated Medias e African Medias, per la lunga presenza africana e per l’impegno sviluppato in Mozambico, dove il nostro gruppo ha stabilito la propria sede continentale. Un premio che considero soprattutto un riconoscimento al lavoro di una squadra e a una visione editoriale che da anni racconta l’Africa al mondo senza stereotipi, valorizzandone opportunità, talenti e prospettive. Lo stesso riconoscimento è stato attribuito a Massimo Bernardini, General Manager di Frabemar, azienda leader nella logistica e nella tracciabilità delle merci, settore strategico per accompagnare la crescita dei commerci e degli investimenti tra Europa e Africa.
Insomma, lasciando Maputo, la sensazione è chiara. Il Mozambico non chiede più di essere scoperto: chiede di essere accompagnato in una nuova fase della sua storia. Finora si è assistito a vari "stop and go" e ad una serie di ritardi che hanno rallentato il decollo. Ora, con la Presidenza Chapo, le cose sembrano realmente poter cambiare. Ci crede la Premier Giorgia Meloni, ci crede il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ci credono le nostre imprese. Le opportunità esistono, le istituzioni stanno facendo la loro parte e il dialogo con l’Italia non è mai stato così forte. Ora è il momento dei fatti. Perché il futuro è scandito solo dalle cose che avvengono e la storia si scrive solo con i risultati.
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