Mps, convocato un Cda straordinario: il rilancio di Intesa Sanpaolo cambia gli equilibri della partita bancaria

di

Mario Tosetti

Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi si riunirà lunedì per valutare la nuova offerta di Ca’ de Sass. Un gruppo di azionisti che rappresenta oltre un terzo del capitale si oppone al progetto alternativo di Luigi Lovaglio. Attesa per le possibili contromosse dell'amministratore delegato

Mps, convocato un Cda straordinario: il rilancio di Intesa Sanpaolo cambia gli equilibri della partita bancaria

Si apre una fase decisiva per il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena, chiamata a ridefinire la propria strategia dopo il rilancio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio avanzata da Intesa Sanpaolo. Il consiglio di amministrazione dell'istituto senese è stato convocato in via straordinaria per lunedì pomeriggio, con l'obiettivo di esaminare il nuovo quadro finanziario e societario.
La riunione, secondo quanto riferito da fonti finanziarie citate dall'ANSA, arriva in un momento particolarmente delicato per il Monte, stretto tra la proposta del gruppo guidato da Intesa Sanpaolo e il piano industriale alternativo elaborato dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio.
A modificare sensibilmente gli equilibri è stata soprattutto la revisione dell'Opas da parte di Ca' de Sass, che ha imposto una nuova valutazione delle opzioni disponibili. Il rilancio si accompagna infatti all'emergere di un fronte azionario contrario alla strategia sostenuta dal vertice di Mps.
Secondo le informazioni disponibili, un gruppo di soci che rappresenta complessivamente più di un terzo del capitale avrebbe manifestato l'intenzione di respingere il progetto predisposto da Lovaglio. Una posizione che potrebbe rendere particolarmente complessa l'approvazione delle operazioni previste, aumentando la pressione sull'amministratore delegato e sull'intero consiglio.
Il piano alternativo punta a un'importante riorganizzazione del settore bancario italiano attraverso due offerte pubbliche di scambio, una su Banco Bpm e l'altra su Banca Generali. A queste operazioni si aggiungerebbe la distribuzione di un dividendo straordinario da quattro miliardi di euro, concepito come elemento centrale della proposta rivolta agli azionisti.
L'iniziativa di Lovaglio rappresenta una possibile strada autonoma rispetto all'integrazione prospettata da Intesa Sanpaolo. La sua realizzazione, tuttavia, dipenderebbe dal sostegno degli investitori e dalla capacità di superare le resistenze emerse all'interno della compagine societaria.
Il Cda straordinario sarà quindi chiamato a esaminare non soltanto le condizioni aggiornate dell'offerta di Intesa, ma anche la sostenibilità della strategia alternativa e le conseguenze delle posizioni espresse dai principali azionisti.
L'attenzione degli operatori finanziari è rivolta soprattutto alle prossime mosse di Lovaglio. Resta da capire se il manager intenda presentare modifiche al piano originario, introdurre nuove condizioni economiche o proporre iniziative capaci di rafforzare il consenso intorno al progetto.
Il confronto assume una rilevanza che va oltre il futuro del solo Monte dei Paschi. Le operazioni sul tavolo coinvolgono infatti alcuni dei principali protagonisti del sistema creditizio nazionale e potrebbero incidere sugli assetti competitivi del mercato bancario italiano.
L'eventuale avanzamento della proposta di Intesa Sanpaolo aprirebbe uno scenario differente rispetto a quello delineato dal progetto di Lovaglio, mentre un rilancio della strategia autonoma richiederebbe un riequilibrio dei rapporti con gli azionisti contrari.

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