Musica ad alta quota: ampliare l’ascolto

di

Giulia Catricala
Giulia Catricala
Musica ad alta quota: ampliare l’ascolto

Link to Il progetto culturale che porta la musica colta sui sedimenti millenari del Gran SassoIl progetto culturale che porta la musica colta sui sedimenti millenari del Gran Sasso

“I monti che suonano” è una rassegna pensata dalla musicologa Antonietta Cerocchi come ampliamento dell’ascolto e dell’attenzione contro la deriva caotica del presente.  L’obiettivo è quello di resistere all’abitudine, alla contemplazione passiva, solleticando gli animi grazie a un’esperienza originale e carica di significato.

In uno scenario dove la natura è ancora maestra di misura e incanto, i Solisti Aquilani guidano l’ascesa sonora lungo i sentieri del Gran Sasso, celebrando la bellezza di questi luoghi.

Nato dalla collaborazione con l’associazione naturalistica Il cammino del Gran Sasso, il progetto si fa esempio di turismo consapevole e riqualificazione del territorio, unendo il piacere della musica colta a percorsi di trekking e degustazioni di prodotti locali.

La kermesse avrà inizio il 21 giugno, nel fascino austero del castello di Bominaco: da lì, una costellazione di appuntamenti imperdibili, preceduti dalle presentazioni del musicologo e docente universitario Raffaele Pozzi.

Non solo rassegna musicale, ma esperienza che intreccia arte, natura e comunità. Il progetto, infatti, ambisce a creare legami tra persone e territorio, coinvolgendo residenti, escursionisti e turisti in un percorso di riscoperta e appartenenza.

Portare la musica colta sui sedimenti millenari del Gran Sasso significa anche abbattere barriere geografiche e culturali, offrendo accesso a esperienze artistiche di alta qualità in contesti spesso marginalizzati rispetto ai grandi circuiti culturali.

La presenza dei Solisti Aquilani, eccellenza musicale del territorio, diventa un atto di restituzione e di radicamento, contribuendo a corroborare l’identità collettiva e a valorizzare il patrimonio umano e naturale aquilano. Iniziative come questa dimostrano che la cultura può essere leva di cambiamento, risorsa per la comunità e motore di sviluppo consapevole.

I monti che suonano ci invitano così a rallentare, ad ascoltare - la musica, i luoghi, ma anche le storie - e a riconnetterci con ciò che spesso, nel beat frenetico della quotidianità, rischiamo di perdere.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"