Norma anti-maranza: Fratelli d'Italia propone lo stop ai sussidi per le famiglie se minore condannato ad almeno un anno

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Il Ddl Gelmetti, ancora da assegnare in commissione, prevede progetto educativo familiare e nuovi regolamenti comunali per applicazione misura

Norma anti-maranza: Fratelli d'Italia propone lo stop ai sussidi per le famiglie se minore condannato ad almeno un anno

Il Disegno di Legge, firmato dal senatore di FdI Matteo Gelmetti, si compone di sei articoli e punta a introdurre un sistema di responsabilizzazione dei genitori dei minorenni coinvolti in procedimenti penali, collegando in determinati casi la condanna del minore alla sospensione di alcuni benefici economici comunali non essenziali.

Il testo propone di partire da un progetto educativo familiare individualizzato che i servizi sociali possono proporre, nell'ambito di un procedimento penale minorile, ai genitori, agli esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o agli affidatari. L'obiettivo è favorire "la responsabilizzazione dei genitori" e la collaborazione tra famiglie, Comuni e servizi competenti, con un percorso che può durare fino a dodici mesi, salvo proroga motivata. 

Per quanto riguarda la "sospensione dei benefici comunali non essenziali", il Comune ordina l'interruzione di un beneficio nei confronti dei genitori, dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, dei tutori o degli affidatari quando il minore sia stato condannato, "anche in primo grado", a una pena detentiva non inferiore a un anno. La durata della sospensione corrisponde a quella della condanna e la scelta del beneficio da sospendere deve tenere conto della gravità del reato, della situazione personale ed economica dell'interessato e dell'impatto sul minore.

La sospensione riguarda però solo i "benefici comunali non essenziali", definiti dall'articolo 3 come contributi, vantaggi economici, agevolazioni tariffarie e altre utilità premiali o discrezionali ulteriori rispetto ai livelli essenziali delle prestazioni e non destinate a soddisfare diritti fondamentali o bisogni primari. Sono esclusi quindi anche i benefici integralmente disciplinati o finanziati dallo Stato o dalle Regioni, salvo che la relativa normativa attribuisca espressamente al Comune il potere di fissare ulteriori requisiti.

Il Ddl prevede inoltre che la sospensione può riguardare soltanto prestazioni future o in sede di rinnovo, escludendo espressamente "sanzioni collettive" e "preclusioni permanenti",  con la nullità delle clausole regolamentari che introducano automatismi o sospensioni di prestazioni escluse dall'ambito della legge. L'articolo 4 stabilisce che i consigli comunali dovranno disciplinare la sospensione dei benefici nei casi e nei limiti previsti dalla legge, individuando tassativamente i benefici interessati, il responsabile del procedimento, la graduazione delle misure e le modalità di raccordo con l'autorità giudiziaria minorile. Prima di tale sospensione, però, il Comune deve comunicare l'avvio del procedimento, il beneficio interessato, la sospensione ipotizzata e concedere almeno 30 giorni per presentare osservazioni e documenti.

Il provvedimento prevede infine che, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge, il ministero dell'Interno, di concerto con Giustizia e Lavoro, sentiti la Conferenza Stato-Città e il Garante per la protezione dei dati personali, adotti linee guida nazionali e uno schema-tipo di regolamento comunale. L'attuazione dovrà avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Come affermato dal capogruppo FdI a Montecitorio, Galeazzo Bignami, l'obiettivo è fare in modo che la revoca dei sussidi alle famiglie dei "maranza" avvenga "automaticamente e non sulla base della scelta di un sindaco".

 

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