Link to Il calo degli incidenti non è omogeneo in tutto il Paese e i dati suggeriscono che altre misure, come le zone a velocità ridotta e l’aumento dei controlli, abbiano un impatto più incisivo sulla sicurezza stradaleIl calo degli incidenti non è omogeneo in tutto il Paese e i dati suggeriscono che altre misure, come le zone a velocità ridotta e l’aumento dei controlli, abbiano un impatto più incisivo sulla sicurezza stradale
L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada ha portato a un aumento record dei ritiri di patente, con un incremento del 54,7% nei primi tre mesi di applicazione della legge. Tuttavia, l’effetto sulla sicurezza stradale è meno evidente: gli incidenti sono calati solo del 5,1%, mentre quelli mortali sono addirittura aumentati del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tra le città con il maggior numero di ritiri ci sono Milano, Roma, Napoli e Palermo, dove i dati mostrano un’impennata significativa delle sospensioni e revoche, in particolare per l’uso del cellulare alla guida. Tuttavia, il calo degli incidenti non è omogeneo in tutto il Paese e i dati suggeriscono che altre misure, come le zone a velocità ridotta e l’aumento dei controlli, abbiano un impatto più incisivo sulla sicurezza stradale.
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Il nuovo sistema di mini-sospensioni, introdotto con la riforma del Codice, è la principale causa del record di patenti ritirate. L’uso del telefono alla guida è il motivo più comune per la sospensione, rappresentando il 50% dei casi.
I numeri nelle principali città italiane parlano chiaro:
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Milano: da 183 a 647 ritiri (+253%)
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Palermo: da 85 a 267 (+214%)
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Roma: da 300 a 530 (+77%)
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Napoli: da 430 a 707 (+64%)
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Bologna: da 95 a 152 (+60%)
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Firenze: +40%
Questi dati dimostrano un maggiore controllo sulle strade, ma resta il dubbio su quanto questo incida effettivamente sulla prevenzione degli incidenti.
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Nonostante l’aumento dei ritiri delle patenti, la riduzione degli incidenti è meno marcata e i numeri dei morti sulle strade sono in crescita. Alcune città come Roma, Firenze e Napoli registrano un calo a doppia cifra nei sinistri, ma in altre località il problema resta grave.
Un caso esemplare è Bologna, che ha visto dimezzarsi i decessi stradali e, per la prima volta dal 1991, nessun pedone vittima della strada. Questo successo, però, è più legato all’istituzione delle zone 30, che limitano la velocità a 30 km/h, piuttosto che all’entrata in vigore del nuovo Codice.
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Non mancano le polemiche sulla riforma del Codice della Strada, in particolare sull’articolo che prevede sanzioni per chi guida con tracce di droga nel sangue, anche se non si trova in stato di alterazione. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha criticato questa norma, ritenendola discriminatoria, poiché alcune sostanze restano rilevabili per giorni dopo l’assunzione, anche senza effetti sulla lucidità del conducente.
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Oltre agli incidenti, cresce anche la violenza sulle strade: nel 2024 si sono registrate 183 aggressioni gravi tra automobilisti, con 11 morti e 243 feriti. In 25 casi sono state usate armi come pistole e coltelli. Le regioni con il maggior numero di episodi sono:
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Campania: 34 episodi
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Lazio e Sicilia: 23 episodi
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Lombardia: 17 episodi
Un fenomeno preoccupante, che evidenzia come la tensione sulle strade italiane non riguardi solo la sicurezza stradale, ma anche la crescente aggressività tra gli automobilisti.
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L’aumento delle sospensioni delle patenti dimostra un controllo più rigido sulle strade, ma i dati sugli incidenti suggeriscono che servano interventi più strutturati per migliorare la sicurezza. Misure come la riduzione dei limiti di velocità nelle aree urbane e l’aumento delle zone a traffico limitato sembrano essere più efficaci nel ridurre il numero di vittime. Resta da capire se il governo deciderà di affiancare alla stretta sulle sanzioni anche strategie più ampie per la prevenzione.
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