Non si ferma l’escalation di raid contro i nodi strategici della penisola arabica. Nella tarda serata di domenica, l’aeroporto internazionale King Khalid della capitale Riad è tornato nel mirino delle milizie ribelli yemenite Houthi, con un nuovo attacco che ha provocato un morto e almeno 11 feriti.
A ufficializzare il bilancio è stata l’Autorità generale per l’aviazione civile saudita (GACA) con una nota diffusa sui canali social: «L’attacco ha causato la morte di un residente pakistano e il ferimento di altre 11 persone». Tutti i feriti sono stati evacuati d'urgenza e trasferiti negli ospedali cittadini, mentre squadre di tecnici e forze di sicurezza sono al lavoro per quantificare l’entità dei danni materiali subiti dalle strutture dello scalo.
L’offensiva, condotta con droni e missili balistici e rivendicata dal movimento armato yemenita alleato dell'Iran, si inserisce in una serie incalzante di attacchi contro le infrastrutture civili ed energetiche del Regno. Appena 24 ore prima, un precedente raid sullo stesso hub della capitale aveva fatto registrare pesanti devastazioni e un tragico bilancio di vittime.
Mentre la coalizione militare a guida saudita denuncia il ripetersi di crimini contro bersagli e rotte civili, la comunità internazionale monitora con estrema apprensione il rischio di una generalizzata espansione del conflitto regionale.
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