Papa Leone XIV si prepara a tornare in Sudamerica con un viaggio apostolico di dodici giorni che lo porterà in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre. Una visita particolarmente significativa, sia per il legame personale del Pontefice con il continente latinoamericano sia perché rappresenta un importante impegno internazionale dopo l'intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore al polmone.
Nonostante le preoccupazioni che potrebbero accompagnare un programma così intenso, il Vaticano ha assicurato che non saranno necessarie misure sanitarie straordinarie.
A chiarirlo è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, durante il briefing dedicato alla presentazione del viaggio.
Il Pontefice, 71 anni, sarà assistito secondo le procedure normalmente previste per gli spostamenti papali, senza il ricorso ad attrezzature mediche speciali.
Il programma rimane quindi confermato in tutte le sue tappe, comprese quelle considerate più impegnative dal punto di vista logistico e fisico.
Il Vaticano rassicura sulle condizioni di salute del Papa
La questione sanitaria è stata uno dei temi principali affrontati durante l'incontro con i giornalisti.
Leone XIV ha recentemente superato un intervento chirurgico al polmone, ma secondo quanto riferito dalla Santa Sede è tornato alle proprie attività ordinarie.
«Non ci saranno particolari accortezze rispetto a quelle che si hanno normalmente», ha spiegato Bruni, precisando che l'assistenza sarà quella prevista per «un uomo di 71 anni che ha superato un intervento e che è tornato alla vita normale».
Il portavoce vaticano ha inoltre escluso la presenza di dispositivi medici straordinari durante il viaggio.
Come avviene abitualmente nelle missioni internazionali del Pontefice, sarà comunque presente personale sanitario specializzato.
Anche durante il precedente viaggio in Francia, alla fine di settembre, il Papa era stato accompagnato dal proprio medico personale, Luigi Carbone.
Le rassicurazioni del Vaticano consentono dunque di confermare integralmente il calendario degli appuntamenti sudamericani.
Dodici giorni di incontri e circa quaranta interventi
Il viaggio si annuncia particolarmente intenso.
Dal 6 al 17 novembre Leone XIV visiterà tre Paesi, affrontando numerosi spostamenti e partecipando a celebrazioni, incontri istituzionali e appuntamenti pastorali.
Sono previsti anche trasferimenti in elicottero e una tappa a Cuzco, in Perù, città situata a circa 3.500 metri di altitudine.
Proprio l'elevazione della località peruviana rappresenta uno degli aspetti più delicati dell'itinerario, ma la Santa Sede ha confermato che non sono previste modifiche al programma.
Bruni ha sottolineato che si tratta di un viaggio «molto atteso e molto desiderato dal Papa».
Nel corso della visita Leone XIV pronuncerà circa quaranta interventi, tutti in lingua spagnola.
Tra i temi centrali figurano l'attenzione alle persone più fragili, la condizione dei detenuti, il contrasto alle ingiustizie e il dialogo con le nuove generazioni.
Sono infatti previsti diversi incontri con i giovani, ai quali il Pontefice dedicherà una parte significativa della propria missione.
Le vittime di abusi chiedono un incontro e risposte concrete
Accanto agli appuntamenti religiosi e istituzionali, uno dei temi più delicati del viaggio sarà il confronto con le vittime di abusi sessuali commessi in ambito ecclesiastico.
Nei tre Paesi interessati dalla visita, associazioni e rappresentanti delle persone sopravvissute agli abusi si stanno preparando a sottoporre al Pontefice richieste precise.
In Uruguay, l'arcivescovo di Montevideo, il cardinale Daniel Sturla, consegnerà al Papa una lettera delle vittime.
In Argentina è invece previsto un incontro diretto, confermato dall'arcidiocesi di Buenos Aires.
L'organizzazione Sobrevivientes ha annunciato che chiederà a Leone XIV di adottare una linea di assoluta fermezza contro gli abusi e contro eventuali comportamenti di copertura.
«Gli abusi sessuali in ambito ecclesiastico costituiscono un reato civile, non un peccato religioso», ha dichiarato l'associazione.
Una posizione che sottolinea la necessità di affrontare questi episodi non soltanto sul piano interno alla Chiesa, ma anche attraverso gli strumenti della giustizia ordinaria.
La richiesta principale sarà quella di applicare il principio della «tolleranza zero», accompagnandolo con misure concrete di prevenzione, accertamento delle responsabilità e tutela delle vittime.
In Perù un elenco di almeno 70 religiosi denunciati per abusi
Particolare attenzione sarà rivolta alla tappa peruviana.
L'associazione statunitense BishopAccountability ha annunciato che, in occasione della visita papale, presenterà un elenco di almeno 70 membri del clero coinvolti in denunce di abusi.
L'organizzazione intende chiedere a Leone XIV di approfondire le accuse e di intervenire anche nei confronti di vescovi e superiori religiosi che, secondo le contestazioni, avrebbero protetto ecclesiastici accusati di comportamenti illeciti.
Le denunce citate dall'associazione non equivalgono automaticamente a responsabilità giudiziarie accertate, ma costituiscono la base delle richieste di indagine e di eventuali provvedimenti.
Il tema è particolarmente sensibile in Perù, dove negli anni scorsi sono emersi gravi scandali legati alla congregazione del Sodalicio.
L'organizzazione religiosa è stata soppressa nel 2025, dopo una lunga vicenda segnata da accuse e controversie.
La visita di Leone XIV potrebbe quindi rappresentare un momento importante per ascoltare le persone coinvolte e affrontare le richieste di giustizia e trasparenza.
Il ritorno in Perù, Paese legato alla storia personale di Prevost
Per il Pontefice, la tappa peruviana avrà anche un significato personale.
Il Perù è infatti uno dei Paesi più strettamente legati al percorso umano e religioso di Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV.
Il viaggio rappresenterà quindi una sorta di ritorno a casa, in un territorio che ha avuto un ruolo importante nella sua esperienza pastorale.
Diverso sarà il significato della visita in Uruguay, considerato uno dei Paesi più secolarizzati dell'America Latina.
In questo contesto, la presenza del Papa viene letta anche come un'occasione per rilanciare il dialogo religioso e incoraggiare la partecipazione alla vita della Chiesa.
Le tre tappe sudamericane avranno dunque caratteristiche differenti, pur condividendo l'obiettivo di rafforzare il rapporto tra il Vaticano e le comunità cattoliche del continente.
Argentina, l'omaggio a Papa Francesco
Particolarmente attesa è anche la visita in Argentina, patria di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco.
Il viaggio di Leone XIV assumerà inevitabilmente un valore simbolico per un Paese che non aveva mai ricevuto una visita apostolica del proprio Pontefice durante il suo pontificato.
Secondo Guzmán Carriquiry, esperto di Chiesa latinoamericana e per quasi mezzo secolo al servizio della Santa Sede, la presenza di Prevost contribuirà a colmare l'assenza di Francesco dalla sua terra d'origine.
Carriquiry ha definito un «enigma» il fatto che Bergoglio non sia mai tornato in Argentina dopo la sua elezione al soglio pontificio.
Il programma prevede un momento particolarmente significativo il 9 novembre, quando nella cattedrale della Santissima Trinità di Buenos Aires sarà reso omaggio a Papa Francesco.
Un appuntamento destinato a richiamare il legame tra la Chiesa argentina e la figura del Pontefice che l'ha guidata prima dell'elezione di Leone XIV.
Il debutto della nuova prefetta della Comunicazione vaticana
La presentazione del viaggio è stata anche l'occasione per il primo incontro con i giornalisti della nuova prefetta della Comunicazione, Maria Montserrat Alvarado.
La responsabile vaticana ha salutato i presenti utilizzando diverse lingue, compreso l'italiano.
«Buon pomeriggio, sto imparando, pazienza per favore», ha detto sorridendo.
Un esordio informale che ha accompagnato il briefing dedicato a una delle missioni internazionali più attese del pontificato.
Un viaggio tra impegno pastorale e richieste di giustizia
Il viaggio sudamericano di Leone XIV si presenta come un appuntamento importante sotto diversi aspetti.
Sul piano pastorale, offrirà al Papa l'occasione di incontrare comunità cattoliche, giovani, detenuti e persone che vivono condizioni di particolare fragilità.
Sul piano personale, segnerà il ritorno in territori strettamente legati alla sua esperienza religiosa, soprattutto in Perù.
Ma la visita sarà anche un banco di prova per il rapporto tra la Chiesa e le vittime di abusi.
Le associazioni attendono risposte concrete, chiedendo che la tolleranza zero si traduca in accertamenti rigorosi, responsabilità individuali e una maggiore protezione delle persone coinvolte.
Il Vaticano, intanto, conferma che le condizioni di salute del Pontefice consentono di affrontare l'intero programma senza precauzioni straordinarie.
Dal 6 novembre, Leone XIV sarà quindi impegnato in dodici giorni di incontri e celebrazioni, in un viaggio che unisce il ritorno alle radici latinoamericane del suo percorso pastorale alla necessità di confrontarsi con alcune delle questioni più difficili per la Chiesa contemporanea.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati