Partenariato pubblico-privato, da Roma la proposta di un Centro nazionale per sostenere gli enti locali. Loiero: “Serve un riferimento unico”

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Ennio Bassi

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Partenariato pubblico-privato, da Roma la proposta di un Centro nazionale per sostenere gli enti locali. Loiero: “Serve un riferimento unico”

Partenariato pubblico-privato, da Roma la proposta di un Centro nazionale per sostenere gli enti locali. Loiero: “Serve un riferimento unico”

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Il Partenariato Pubblico Privato (PPP) si candida a diventare uno degli strumenti chiave per affrontare le grandi sfide della rigenerazione urbana, della valorizzazione del patrimonio pubblico, delle Comunità Energetiche Rinnovabili e delle politiche abitative. È questo il messaggio emerso dal convegno istituzionale “Il Partenariato Pubblico Privato tra norma e mercato”, promosso dalla Struttura Commissariale per la Ricostruzione post sisma 2016 e ospitato nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L'incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, società pubbliche, professionisti ed esperti del settore per fare il punto sull'evoluzione del PPP e sulle prospettive di un modello che punta a coniugare interesse pubblico, competenze private e sostenibilità economica.

L'esperienza maturata dalla Struttura Commissariale negli ultimi tre anni ha rappresentato il punto di partenza del dibattito: 45 progetti finanziati, dei quali 39 sviluppati attraverso procedure di Partenariato Pubblico Privato, hanno evidenziato le potenzialità dello strumento ma anche le difficoltà operative degli enti locali, soprattutto quelli di dimensioni minori, spesso privi delle competenze necessarie per gestire procedure complesse.

Proprio per rispondere a questa esigenza, uno dei temi centrali del confronto è stato la proposta di istituire un Centro di Competenza Nazionale per il PPP, concepito come struttura operativa capace di accompagnare concretamente amministrazioni ed enti territoriali nella predisposizione di progetti sostenibili, bancabili e coerenti con l'interesse pubblico.

Su questo punto è intervenuto Renato Loiero, consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha evidenziato come il nuovo organismo possa rappresentare un passaggio decisivo per rafforzare la capacità progettuale della pubblica amministrazione. "Il Centro di Competenza nazionale rappresenta uno strumento fondamentale per attuare il partenariato pubblico-privato a supporto degli enti territoriali, perché le piccole amministrazioni hanno bisogno di un riferimento unico che possa dettare standard, progettazione comune e strumenti condivisi per accompagnarle nella loro attività quotidiana di progettazione e realizzazione dei PPP", ha affermato Loiero nel corso della tavola rotonda dedicata proprio alla proposta del nuovo organismo.

L'intervento del consigliere della Presidenza del Consiglio ha posto l'accento sulla necessità di superare le disomogeneità territoriali, offrendo agli enti locali un supporto tecnico stabile e qualificato che consenta di accelerare gli investimenti e ridurre i tempi di realizzazione delle opere.

Ad aprire i lavori è stato il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato come il PPP rappresenti ormai uno strumento concreto e non soltanto un modello teorico. "L'esperienza del cratere sisma 2016 dimostra che il PPP non è una formula astratta, né una semplice tecnica contrattuale, ma una leva concreta per mettere insieme interesse pubblico, competenze private, sostenibilità economica e capacità realizzativa", ha dichiarato Castelli, ricordando l'importanza di accompagnare gli enti attuatori con competenze multidisciplinari in grado di favorire anche l'innovazione nella pubblica amministrazione.

Nella sessione conclusiva è intervenuta la sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze Lucia Albano, che ha evidenziato come la riqualificazione del patrimonio pubblico richieda oggi una stretta collaborazione tra pubblico e privato.

Secondo Albano, nessuna amministrazione può affrontare da sola la complessità degli investimenti necessari e il coinvolgimento del capitale privato diventa possibile solo in presenza di una strategia credibile e di un quadro normativo stabile. In questa prospettiva ha ricordato il lavoro svolto dalla Cabina di Regia e il rafforzamento di Invimit, destinato a mobilitare oltre un miliardo di euro nel prossimo triennio attraverso nuovi modelli di investimento sviluppati insieme a CDP Real Asset.

Nel corso della mattinata sono intervenuti anche Federica Fabi, Aldo Areddu, Francesco Saverio E. Profiti, David Vicario, Marco Giustiniani, Laura Martiniello, Antonino Turicchi, Stefano Scalera e Paolo Crisafi, moderatore della tavola rotonda.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: il Partenariato Pubblico Privato non rappresenta una sostituzione del ruolo dello Stato, ma un modello di cooperazione strutturata capace di rafforzare l'azione pubblica. L'esperienza della ricostruzione post sisma 2016 viene così indicata come un laboratorio dal quale partire per costruire un sistema nazionale più stabile, in grado di sostenere gli enti locali, favorire investimenti e offrire risposte più rapide ai cittadini.

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