«È probabilmente la prima vera politica nazionale della casa dopo decenni, superando una lunga fase di interventi frammentati». È il messaggio lanciato da Renato Loiero, consigliere economico della Presidenza del Consiglio, intervenendo a Roma nel corso dell'evento "L'Italia che Abiteremo", promosso da Remind e dedicato alle prospettive del comparto immobiliare e alle nuove politiche abitative del Governo.
Nel suo intervento, Loiero ha illustrato la filosofia che accompagna il nuovo Piano Casa, sottolineando come l'"immobiliare allargato" rappresenti un settore strategico per lo sviluppo del Paese. «Attraversa trasversalmente il tessuto economico nazionale e costituisce una componente significativa del Pil italiano», ha spiegato, evidenziando come il comparto non riguardi soltanto il mercato delle abitazioni, ma coinvolga costruzioni, credito, energia, mobilità, infrastrutture e servizi, in una visione integrata orientata al miglioramento della qualità della vita.
Il consigliere ha spiegato che il Piano nasce con una prospettiva di lungo periodo e si fonda su una strategia decennale destinata a mobilitare circa 10 miliardi di euro di investimenti, con l'obiettivo di recuperare il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato e rendere disponibili oltre 100 mila alloggi a prezzi accessibili.
La misura si sviluppa attraverso cinque pilastri fondamentali.
Il primo riguarda risorse e obiettivi. Il decreto stanzia 970 milioni di euro nel periodo 2026-2030 per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili. L'obiettivo è riportare sul mercato migliaia di abitazioni oggi inutilizzate perché prive dei requisiti minimi necessari all'assegnazione, inserendole in una strategia di edilizia sociale destinata a produrre effetti nel lungo periodo.
Il secondo asse è dedicato all'edilizia integrata e alla collaborazione tra pubblico e privato. Il piano prevede che almeno il 70% degli investimenti sia destinato alla realizzazione di alloggi convenzionati con canoni fino al 33% inferiori ai valori di mercato, accompagnati da un vincolo trentennale di destinazione sociale. L'obiettivo, ha spiegato Loiero, è favorire la nascita di quartieri completi, con servizi di prossimità, spazi condivisi e modelli abitativi capaci di rispondere ai cambiamenti demografici, favorendo anche forme di integrazione tra giovani e anziani.
Il terzo pilastro riguarda la tutela delle fragilità. Il Piano rafforza il Fondo per la morosità incolpevole e amplia le garanzie pubbliche a favore delle categorie più vulnerabili, comprese le persone con disabilità grave, gli studenti universitari fuori sede e altre situazioni di particolare disagio. Tra le misure illustrate figura anche una riduzione del 50% dell'IMU per i proprietari che concedono immobili in locazione a canone concordato a giovani e genitori separati, con l'obiettivo di favorire l'incontro tra domanda e offerta di abitazioni.
Il quarto punto punta a facilitare l'accesso alla proprietà. Il decreto introduce il diritto di opzione per il riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte degli assegnatari in regola con i requisiti previsti. «Trasformare l'assegnatario in proprietario significa dare responsabilità, stabilità e patrimonio alle famiglie», ha osservato Loiero, evidenziando come la proprietà della casa rappresenti anche uno strumento di inclusione sociale.
Il quinto e ultimo capitolo riguarda gli strumenti finanziari e la semplificazione amministrativa. Tra le novità figurano il Fondo Housing Coesione, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro, aperto anche alla partecipazione di Regioni ed enti locali, la conferenza dei servizi semplificata da concludere entro tempi ridotti e la dichiarazione automatica di pubblica utilità degli interventi. A coordinare l'attuazione del Piano sarà inoltre un commissario straordinario, già nominato dal Governo, con il compito di accelerare il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e garantire l'attuazione delle misure previste.
Secondo Loiero, il nuovo Piano Casa rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche dell'abitare, inserendosi in una strategia più ampia che coinvolge il PNRR, il nuovo Codice dei contratti pubblici e gli interventi di rigenerazione urbana. L'obiettivo è costruire una politica strutturale della casa, capace di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano.
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